10 apr 2022

Missione a Kiev, prove di viaggio per il Papa

Oggi l’elemosiniere Krajewski parte per l’Ucraina: avanza l’ipotesi di una visita di Francesco per favorire la tregua. Ma non condannerà Putin

giovanni panettiere
Cronaca
Francesco, 85 anni, stringe la mano all’elemosiniere Konrad Krajewski, classe 1963
Papa Francesco, 85 anni, stringe la mano all’elemosiniere Konrad Krajewski, classe 1963

Roma, 10 aprile 2022 -  Non solo una missione volta a rafforzare il sostegno del Papa all’Ucraina ferita, ma anche una sorta di prova generale di quel potenziale viaggio dello stesso Bergoglio a Kiev. A suo modo annunciato la settimana scorsa dal Pontefice sul volo per Malta ("L’ipotesi è sul tavolo") e atteso dagli ucraini che ogni giorno vedono il loro Paese violentato dalla guerra di Putin. C’è tutto questo, stando a indiscrezioni d’Oltretevere, dietro la decisione francescana di spedire oggi nell’ex repubblica sovietica, per la terza volta dall’inizio del conflitto, il cardinale polacco Konrad Krajewski, l’elemosiniere della Santa Sede, tra i più fidati collaboratori del Papa.

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Finora il porporato si era recato tra i rifugiati a ovest nella città di Leopoli, crocevia fra la salvezza di chi scappa dall’est del Paese in fiamme, e il coraggio dei migranti ucraini d’Europa che rientrano ’a casa’ per imbracciare le armi. Stavolta, complice il ripiegamento delle truppe russe da Kiev, Krajewski sarà nella capitale per tutta la Settimana santa. Presiederà in particolare la Lavanda dei piedi del Giovedì santo, il giorno in cui consegnerà alla città una seconda ambulanza donata dal Papa. "Quando una persona ferita, ammalata o in difficoltà verrà portata sull’ambulanza – si legge in una nota dell’Elemosineria apostolica –, potrà sentire l’abbraccio e la consolazione del Papa, che vuole lavare e baciare i piedi di quei fratelli e di quelle sorelle che subiscono l’ingiusta violenza della guerra".

Fin qui il sostegno, la carità. Più sottotraccia, invece, Krajewski ragionerà col nunzio in Ucraina e la Chiesa locale, che, con crescente insistenza, chiede a Bergoglio una condanna esplicita di Putin, sulle possibili condizioni di un’ipotetica trasferta del Papa a Kiev. Francesco culla il sogno di recarsi in Ucraina tanto che il suo discorso in aereo ha preso alla sprovvista in Curia più di un alto prelato, educato alla felpata diplomazia vaticana. Senza dimenticare che parliamo di un Paese al 65% ortodosso, sulla visita pesano soprattutto le condizioni di sicurezza. La missione a Kiev della presidente della commissione Ue, Von der Leyen, ha dimostrato, però, che il sogno può farsi realtà.

Ma nel caso non sarà un viaggio di parte, contro Mosca. L’ipotesi è quella di una visita nell’immediatezza della conclusione delle ostilià o di una ’tregua di Dio’, una trasferta durante la quale, presente il Papa in persona, tacciano le armi per arrivare alla pace. "Nel Medioevo era un istituto giuridico vero e proprio– spiega Pierluigi Consorti, presidente dei docenti di Diritto canonico –. A livello diplomatico la missione di Krajewski muove in tale direzione e non può essere altrimenti. Dare l’appoggio eplicito a Kiev sarebbe nefasto, allontanerebbe solo la pace". Lo sa bene Francesco che condanna i peccati, non il peccatore. E se andrà a Kiev non ci andrà da fustigatore di Putin.

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