Rachele Risaliti con Francesco Facchinetti (Ansa)

Milano, 5 settembre 2018 - Sconnesse, senza Rete: ieri mattina 182 ragazze che partecipano a Jesolo a Miss Italia non hanno usato il cellulare per 12 ore su invito della patron Patrizia Mirigliani. Le prefinaliste hanno consegnato lo smartphone agli organizzatori per un ‘digital detox’. È un esperimento che fa scalpore: le miss sono infatti rappresentanti in grande maggioranza della ‘generazione Z’. Nate in un mondo digitale, hanno usato Internet e i cellulari fin da piccole, sono cresciute con l’avvento dei social. E, ora, sono d’esempio per una società che sta rischiando la dipendenza da smartphone, soprattutto tra i più giovani (13% in pericolo).

L'INTERVISTA A PATRIZIA MIRIGLIANI - di PIERO DEGLI ANTONI

Dodici ore senza cellulare: è la rivoluzione proposta da Patrizia Mirigliani alle 182 ragazze partecipanti al concorso di Miss Italia. Dodici ore di «digital detox».
Come le è venuta l’idea?
"Avendo aperto dai 18 ai 30 anni, abbiamo molte ragazze della generazione Z, i ragazzi nati con i social, figli di genitori social. E poiché essere troppo connessi fa male, abbiamo voluto sensibilizzarle su questa tematica. Abbiamo pensato che le avrebbe portate a socializzare di più, a riflettere sul problema della dipendenza da cellulare".

Le ragazze come l’hanno presa?
"Bene. Anzi, sono passata da loro dopo un po’ e mi hanno detto che avrebbero potuto continuare ancora. Solo una su 182 non era minimamente interessata ai social, e quindi per lei non ha fatto una gran differenza".

Perché ritiene che l’eccessiva connessione faccia male?
"La realtà virtuale ci porta a isolarci. Quasi sempre chi intrattiene rapporti virtuali tende a pensare che, una volta conclusa la chat, il rapporto si esaurisca lì, senza passare a rapporti ulteriori reali".

Non sarà che questo è il pensiero di chi non appartiene alla generazione Z? Insomma, un pensiero un po’ antiquato?
"All’inizio anche io pensavo questo. Oggi esistono molti studi che attestano che l’eccessiva connessione porta sofferenza. Stare troppo davanti a pc o smartphone fa male".

Lei è social?
"Lo devo essere per forza, visto il mestiere che faccio. Ma se mangio o vado al cinema, stacco il cellulare. I ragazzi invece non si staccano mai. Già 12 ore sconnessi può aiutarle a non essere più schiave di quell’oggetto".

In un periodo normale quanto tempo passa sui social?
"Poco, anche perché sono convinta che le radiazioni facciano male, per cui uso le cuffiette. Ma, in generale, non voglio che il cellulare diventi il padrone della mia vita".

Lei è in contatto col mondo giovanile?
"Ho un figlio di 24 anni che non è per niente social: non gli interessa. Quando gli ho chiesto perché non frequentasse Internet, mi ha risposto che lo annoia. Esce con la ragazza, ama lo sport, esce a cena".

Si è confrontata con lui?
"Non sono d’accordo nel non essere social per niente, lo smartphone può essere utile in molte occasioni. Ma non voglio essere schiava. A lui non interessa proprio, lo usa appunto solo per telefonare".

Che ne pensa di due persone che si sposano e postano su Instagram ogni momento di vigilia, nozze, cerimonia, festa? (Ogni riferimento è puramente casuale).
"Credo sia una forma di esibizionismo della gente, un peccato veniale. Anche in un evento così importante conta l’apparire. Una volta si diceva che l’apparenza non conta, invece oggi è diventata la cosa più importante. I social sono democratici, danno il potere di apparire a chiunque. Ripeto, è un peccato veniale se non diventa eccessivo. Come le immagini più o meno osé che i fidanzati pubblicano delle proprie ragazze, immagini che in alcuni casi possono distruggere la vita di quelle ragazze. Forse dovrebbe esserci una regolamentazione".

La vostra iniziativa è una tantum?
"No. Miss Italia la riproporrà ogni anno, diventerà una ricorrenza costante, nella speranza che sia di aiuto a queste ragazze".

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