Moussa è scappato a 12 anni dal suo paese in guerra, il Mali, ha vissuto da solo in Algeria, è sopravvissuto al carcere libico ed è finito a dormire a Termini a Roma. Tutto questo prima di aver compiuto 18 anni.

Leo è andato via dal Kosovo perché in famiglia i fratelli maggiori già facevano l’università, ma la famiglia era di contadini e lui era il più sveglio, doveva andare in Italia a lavorare e aiutare i fratelli a mantenersi. Per pagare il viaggio hanno venduto un trattore e una mucca.

Sono solo due delle migliaia di vite incredibili di bambini, o poco più, costretti a lasciare i propri Paesi per la guerra o per problemi economici. In Italia si chiamano minori stranieri non accompagnati. Arrivano in migliaia in Europa ogni anno – anche nel 2020 della pandemia ne sono arrivati più di ottomila solo in Italia –, molti di loro poi letteralmente spariscono.

Il collettivo di giornalisti di 12 Stati europei ’Lost in Europe’ (lostineurope.org) ha scoperto che dal 2018 al 2020 sono almeno 18.292 i minori stranieri scomparsi.

L’Italia è il Paese con il numero più alto di sparizioni, 5.775 tra il 2019 e il 2020, quasi 8 al giorno, mentre per il 2018 non sono stati forniti dati. Secondo i dati raccolti da ’Lost in Europe’ la maggior parte dei minori che spariscono sono maschi e sopra i 15 anni.