I danni a Milano Marittima (Ansa)
I danni a Milano Marittima (Ansa)

Milano Marittima (Ravenna), 11 luglio 2019 - Sono bastati cinque minuti. Cinque minuti d’inferno in cui un tornado ha devastato la spiaggia dei vip, mettendo a ferro e fuoco una delle località più amate della Romagna: Milano Marittima. Alle 9,15 di ieri mattina una tromba d’aria marina ha raggiunto la terraferma: è entrata tra gli stabilimenti balneari della movida, lanciando lettini e ombrelloni nella piscina dell’hotel alle spalle della spiaggia, poi ha seminato il panico tra le strade di una zona ristretta ma centrale della località. Infine, arrivata in pineta, ha buttato giù uno dopo l’altro gli alberi. Vista dall’alto la ferita fatta di tronchi a terra e devastazione è evidente, e si estende su una fascia di 800 metri per 2 chilometri di lunghezza. È l’ennesima sferzata della natura a una stagione balneare partita col piede sbagliato, non solo a Ravenna ma su tutta la costa romagnola. Piogge torrenziali e raffiche di vento hanno investito Riccione, nel Riminese, mentre martedì era stata la volta di Bellaria e Igea Marina colpite da una fitta grandinata. Il tutto dopo un maggio che sembrava novembre con minime spesso sotto i 10 gradi e piogge quasi tutti i giorni.
 
Gli esperti meteorologi di Emilia Romagna Meteo stimano che le raffiche di vento nella tromba d’aria di Milano Marittima abbiano raggiunto una velocità tra i 130 e i 140 chilometri orari, mentre sull’area, oltre al tornado si è abbattuto anche il ‘downburst’, fenomeno nel quale raffiche intense di aria fredda dal centro del temporale si riversano a terra.
Per fortuna non ci sono feriti gravi: solo una 57enne che ha visto un albero caderle addosso, e che è ricoverata all’ospedale di Cesena con un trauma toracico ma non in pericolo di vita. L’elenco dei danni alle cose invece è un bollettino di guerra: in quei cinque minuti sono state danneggiate 2200 piante di cui 1000 solo in pineta. La stima dei danni sugli edifici pubblici ammonta a 2 milioni di euro, ma il boccone è amaro anche per i 5 stabilimenti balneari e i 10 edifici privati colpiti. Ieri sera anche il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini è stato a Milano Marittima per un sopralluogo, dove ha dichiarato che richiederà l’estensione dello stato di emergenza, già chiesto per le grandinate che hanno colpito l’entroterra romagnolo il 22 giugno scorso: «La Regione c’è – ha detto –, lo voglio dire qui a tutti i cittadini, gli esercenti e gli operatori che sono stati colpiti dall’ennesimo, eccezionale episodio di maltempo. Sappiano che riceveranno tutto il sostegno possibile, con interventi regionali diretti qualora servisse». 
 
Passata la tempesta è partita la macchina dei soccorsi, che ha visto al lavoro 130 uomini, 25 squadre d’intervento e 30 mezzi tra protezione civile, Comune, vigili del fuoco e carabinieri forestali. L’obiettivo è solo uno: ripartire subito, il prima possibile. Perfino i clienti ieri hanno impugnato le ramazze per dare una mano alle attività colpite. Il weekend si avvicina, e Milano Marittima nella stagione clou non ha né tempo né voglia di piangersi addosso.