Leo

Turrini

Aveva ragione il letterario Gattopardo: cambiare tutto perché nulla cambi. Torna la serie A con troppi debiti, dicono. Ma ciò significa che sono stati accumulati in precedenza, dato che la Juve è già al terzo aumento di capitale, stavolta per un ammontare clamoroso di 400 milioni di euro.

Ci sono troppi calciatori stranieri in campo, dicono. Ma in effetti, oltre 10 anni fa l’Inter di Massimo Moratti celebrò il Triplete guardandosi bene dal mandare anche un solo italiano sul terreno di gioco.

Ci sono troppe mani estere al timone del nostro club, dicono.Ma è un fenomeno in atto da tempo e non riguarda soltanto il Milan, l’Inter, la Roma, la Fiorentina, il Bologna, se è vero, come è vero, che proprio in questi giorni persino l’amatissima Spal è stata acquistata da gente venuta da oltre confine.

Insomma, la verità è che pur di veder continuare a rotolare il pallone ci siamo abituati a tutto. Persino alle drammatiche conseguenze della pandemia: gli ultimi due scudetti sono stati assegnati in stadi deserti (e speriamo proprio non capiti una terza volta!).

Sì, tutto cambia purché nulla cambi. Le partite vengono disputate negli orari più strani, non esiste più il rito della contemporaneità domenicale, Tutto il calcio minuto per minuto è ormai un lontano ricordo.

Ma sempre lì torniamo: se la nostra squadra del cuore ha vinto, ci sentiamo un filo meglio. E ci pare poco?