Chiara Di Clemente Ha vinto Awad e già questo dovrebbe bastare a convincere gli autori a cambiare il titolo del reality nel più coerente: L’isola dei scusa ma chi cavolo è? Nel corso di quest’edizione dell’Isola dei famosi, abbiamo assistito a momenti molto importanti di show che – com’è nella storia Mediaset –...

Chiara

Di Clemente

Ha vinto Awad e già questo dovrebbe bastare a convincere gli autori a cambiare il titolo del reality nel più coerente: L’isola dei scusa ma chi cavolo è? Nel corso di quest’edizione dell’Isola dei famosi, abbiamo assistito a momenti molto importanti di show che – com’è nella storia Mediaset – hanno unito all’intrattenimento encomiabili messaggi etici all’insegna dell’inclusione: impressionante l’onestà intellettuale di Ilary Blasi che invocando ora il collegamento con la “patata“ (d’altronde perché chiamare un posto palapa?) ora il collegamento con la Casa (del Gf), non ha mai tentato di nascondere al pubblico – includendolo molto eticamente – che la prima ad annoiarsi nelle ore e ore e ore di varietà, era lei.

Il concorrente Ignazio, figlio di un celebre ciclista (Moser), era al suo secondo reality. Nel primo, in cui il giovane si era distinto per aver fatto sesso in un armadio con la sorella di una showgirl molto ben imitata da Virginia Raffaele, il ciclista padre aveva espresso disappunto per la sua relazione amorosa. In questo reality, il ciclista padre ha invece benedetto la medesima relazione. Dunque altro sconvolgente messaggio: a volte si cambia idea. Sono solo 15 anni che si va avanti con lo stesso copione: prove estreme di forza fisica tipo tagliarsi i capelli o pescare una vongola, sottolineate da musiche epiche che vorrebbero essere Richard Strauss e invece sono gli Audiomachine, famosi che nessuno conosce che litigano con altri famosi sconosciuti, colpi bassi e qualche lacrima sul video. Perché mai rinunciare alla 16ª edizione?