Beppe Grillo tende la mano ai ribelli e a Davide Casaleggio per provare a sanare lo scontro all’interno del Movimento 5 Stelle. Ma mancano pochi giorni prima che Rousseau riesca a portarsi via tutto quel che resta del vecchio M5s. "Visioni, non divisioni. Includere, non escludere. Disapprovare, non attaccare. Correggere, non punire. La porta è sempre aperta, mai chiusa. Tutti sono in buona fede. O fare come se lo fossero. Mano tesa, non pugno chiuso. Benevolenza, non malevolenza": è il decalogo del nuovo Movimento "MiTe" che Grillo impartisce dal suo blog. E sembra proprio una conferma della sua contrarietà a portare avanti i procedimenti di espulsione dei parlamentari che si sono messi di traverso alla nuova maggioranza, rea di aver "tradito le origini".

Davide Casaleggio ha in programma per mercoledì prossimo il lancio del suo "manifesto" di "principi e valori per ritornare a volare alto". Potrebbe essere l’avvio di un nuovo Movimento o, semplicemente, la condizione per un chiarimento definitivo.

Intanto, emergono dai ricorsi contro le espulsioni nuovi argomenti per consigliare ai vertici grillini di procedere con una "amnistia" degli ultimi espulsi. Tutto rema verso un tentativo di ricomposizione. E il ministro Federico D’Incà, riconosciuto per il suo ruolo di mediatore, sembra confermarlo: "Mi auguro che presto si possano chiudere porte e finestre per evitare correnti e sedersi intorno ad un tavolo per poter discutere, parlare e per chiarire".