Martedì 18 Giugno 2024
MANUEL SPADAZZI
Cronaca

"Lotteremo fino in fondo per salvare l’attività. Pronti anche a scioperare"

Il presidente del Sib e titolare del bagno Milano di Cesenatico, Simone Battistoni, minaccia battaglia per salvare l'attività familiare in vista delle nuove assegnazioni delle concessioni balneari in Emilia-Romagna.

"Lotteremo fino in fondo per salvare l’attività. Pronti anche a scioperare"

"Lotteremo fino in fondo per salvare l’attività. Pronti anche a scioperare"

"La nostra famiglia gestisce questa spiaggia dal 1926. L’ha sempre fatto con onore e rispetto delle regole. Lotteremo con i denti per salvare l’attività".

A promettere battaglia è Simone Battistoni, titolare dello storico bagno Milano di Cesenatico e presidente regionale del Sib, il sindacato dei balneari di Confcommercio. Il destino sembra segnato, viste anche le ultime sentenze del Consiglio di Stato: le concessioni balneari sono scadute e vanno assegnate tramite bandi.

Che succederà in Emilia-Romagna se davvero si faranno le gare per le spiagge?

"Accadrà l’inferno. Il governo non ha ancora preso decisioni, intanto i Comuni vanno in ordine sparso. Tra l’altro nella nostra regione c’è grande frammentazione. In certi casi negli stessi 100 metri di spiaggia ci sono tre concessionari diversi: il bagnino, il titolare del bar e quello che affitta mosconi e pedalò. Le gare, se si faranno, favoriranno i grandi gruppi, anche dall’estero. Sarà la fine del sistema balneare che ha fatto la fortuna dell’Italia".

Ma all’estero la direttiva Bolkestein, che impone bandi pubblici per le attività di spiaggia, è applicata da anni.

"In realtà è applicata alla lettera solo in alcuni Comuni del sud della Francia e alle isole Baleari in Spagna. In Italia discutiamo della Bolkestein dal 2007".

Perché, in caso di bandi, le nostre spiagge dovrebbero fare così gola ai grandi gruppi, a partire da quelli stranieri?

"Perché in Italia la maggior parte delle spiagge è attrezzata. I nostri stabilimenti sono molto più appetibili dal punto di vista economico".

Il Sib e altre associazioni hanno avviato una mobilitazione, senza escludere lo sciopero, nel caso il governo non trovi soluzioni. Lo farete veramente o è solo una provocazione?

"Non escludiamo nessuna inziativa, nel rispetto dei servizi essenziali dei consumatori, come il salvataggio".

Che effetto le fa pensare che un domani potrebbe non gestire più il bagno Milano, che la sua famiglia ha da quasi un secolo?

"Un bruttissimo effetto. Lotteremo per salvare la nostra azienda, anche con azioni legali se necessario. Abbiamo sempre gestito lo stabilimento in maniera conforme alle regole. Fornendo tanti servizi gratuiti. Occupandoci della pulizia della spiaggia. Dando lavoro: abbiamo 24 dipendenti, molti sono con noi da 10 anni o più, a riprova del fatto che qui si trovano bene e si sentono tutelati".

Se ci saranno i bandi, lei parteciperà?

"Ovviamente. Alla maggior parte di noi lo Stato aveva rinnovato la concessione fino al 2033. Poi sono arrivate le sentenze che dicono che le concessioni scadevano alla fine del 2023, e il governo si è rimangiato tutto. Ma nel frattempo io ho investito dei soldi per rinnovare e riqualificare l’attività, sto ancora pagando il mutuo. Non si cambiano le regole in corsa".