26 apr 2022

Logorare Mosca per renderla meno pericolosa

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Cronaca

Cesare

De Carlo

Guerra di logoramento. Carl von Clausewitz la definiva così: prolungare un conflitto per indebolire l’avversario.

È questa la strategia dell’amministrazione Biden? Lo lascia credere il segretario alla Difesa Lloyd Austin, che domenica con il segretario di Stato Antony Blinken ha fatto un viaggio lampo a Kiev, capitale ucraina: "Vogliamo vedere indebolita la Russia al punto da impedirle di ripetere altrove quel che ha fatto in Ucraina". Altrove significa in Moldova e nei Paesi baltici in primo luogo.

La vorrebbero vedere indebolita tutti in Europa. Ma sarebbe necessario dissanguarla al punto da impedirle di vincere e precluderle altre avventure. A che prezzo? Al prezzo ovvio di prolungare le devastazioni e i lutti subiti dalla martoriata Ucraina. E al rischio di vedere avvicinarsi e non allontanarsi un’escalation militare e geopolitica al di là dei suoi confini.

Sull’aereo che riportava Austin e Blinken a Ramstein, base Nato di Francoforte, una fonte del Pentagono ha ammesso un’altra ipotesi: il ricorso russo ad armi di distruzione di massa. Ordigni chimici o peggio nucleari di teatro. "Dobbiamo prepararci a tutto. Maggio sarà decisivo".

In effetti la guerra è al terzo mese. Le forniture sono un’alluvione. Dall’America arrivano artiglieria pesante, mezzi corazzati, aerei da riassemblare, missili come quello che ieri ha colpito un deposito di carburante in territorio russo a cento chilometri dal confine. Quasi 4 trilioni di dollari.

I centri di smistamento sono in Polonia. Da lì i trasporti via ferrovia. Ecco perché Putin ieri ha colpito cinque stazioni. Ma la resistenza aumenta e non diminuisce.

E allora prima o poi si affaccerà un altro angoscioso interrogativo: un Putin frustrato arriverà a colpire i santuari in territorio polacco?

Sarebbe un attacco a un Paese Nato. Una catastrofe. Macron, che ieri ha ricevuto le congratulazioni di Putin, è il solo che possa riattivare il dialogo. Facciamo gli scongiuri.

(cesaredecarlo@cs.com)

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