Liliana Resinovich, la riesumazione e 5 domande alla criminologa Bruzzone: “Ecco qual è il nodo difficile da sciogliere”

L’esperta: “Da Bergamini a Mollicone le riesumazioni sono state fondamentali. Ma se il cadavere di Lilly non è stato congelato...”. Le scadenze

Trieste, 15 gennaio 2024 – Liliana Resinovich sarà riesumata a giorni, come deciso dalla procura di Trieste su indicazione della super consulente, l’antropologa forense Cristina Cattaneo. La 63enne era scomparsa da casa il 14 dicembre 2021 ed era stata ritrovata cadavere il 5 gennaio 2022, in un parco. Il 26 gennaio verrà formalizzato l’incarico per la riesumazione. Che si dovrebbe tenere la settimana successiva. Sarà una svolta definitiva per accertare se davvero sia stato un suicidio o se invece Lilly sia stata uccisa? Abbiamo rivolto 5 domande alla criminologa Roberta Bruzzone.

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1. Quali riesumazioni hanno dato risultati?

“Alcune sono state utili, per Bergamini sono state fondamentali. Anche per il caso Mollicone, la riesumazione della salma a distanza di molti anni ha dato delle indicazioni importantissime”.

2. Cosa si aspetta per il caso Resinovich?

“Qui purtroppo il vero nodo da sciogliere a mio modo di vedere difficilmente potrà essere risolto, mi riferisco all’epoca della morte. I parametri tanato-cronologici rilevati quando è stato ritrovato il cadavere concordano per una stima non superiore alle 60 ore rispetto al ritrovamento. Il test enzimatico dovrà dire se la salma è stata congelata. Ma se Liliana Resinovich è morta 20 giorni dopo essere scomparsa, si capisce bene che l’ipotesi omicidiaria diventa un po’ complessa”.

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3. Dove è stata Liliana Resinovich per 20 giorni?

“Se l’ipotesi è quella del suicidio – è il ragionamento di Bruzzone -, la procura ha già detto chiaro e tondo di non essere interessata a rispondere a questa domanda. L’ha scritto nella prima richiesta di archiviazione. Quindi se andiamo di nuovo verso l’archiviazione per suicidio, la procura a quella domanda non risponderà. Ricordiamo che il corpo non ha segni di costrizione, non è denutrito, non è in pessime condizioni. La causa di morte è comunque per asfissia”. 

La criminologa Roberta Bruzzone
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4. Qual è l’elemento determinante?

“Anche se ci fosse una lesività, i famosi segni ad esempio sul volto, certamente non mortali, anche se quei segni fossero l’esito di uno schiaffone e non oltre, non è nulla di rilevante ai fini dell’epoca della morte. Il problema grosso resta che comunque Liliana Resinovich ad oggi risulta morta tra il 2 e il 3 gennaio“.

5. Resterà il dubbio per sempre?

“Non sarebbe il primo caso che si chiude con un punto interrogativo e nemmeno l’ultimo. Però bisogna essere chiari: un conto è il chiacchiericcio mediatico e giornalistico, mi passi l’espressione. Ma quando devi andare davanti a un giudice con un’ipotesi accusatoria fondata, almeno al punto da creare i presupposti per un dibattimento, entrano in campo parametri diversi. Quindi o questa nuova autopsia ci dimostra che effettivamente Liliana Resinovich è stata congelata e poi rilasciata in un secondo momento, quindi è evidente che si tratta di omicidio e a quel punto si riaprono tutti i giochi... Oppure se non è stata congelata ed è morta effettivamente tra il 2 e il 3 gennaio, tutto questo lavoro non sposterà molto, anche se avesse segni sul volto”.