Liliana Resinovich, la cugina Silvia Radin: “La sogno sempre, sono certa che il suo corpo parlerà”

Giallo di Trieste: il 15 febbraio è prevista la nuova autopsia, dopo la riesumazione del cadavere. “Le ho chiesto scusa per quello che le faranno. Ma deve riprendersi la sua dignità”

Trieste, 31 gennaio 2024 - Il dolore per la morte della cugina Liliana Resinovich e l’attesa della verità, dalla riesumazione e dalla nuova autopsia, prevista per il 15 febbraio. “Ci aspettiamo di conoscere finalmente la data della morte e di avere le prove che Lilly è stata picchiata”, confida Silvia Radin.

La pensionata 63enne di Trieste, trovata cadavere il 5 gennaio 2022 in un parco, per tutta Italia continua ad essere un giallo, incerto tra suicidio (questa la conclusione della Procura) e omicidio, convinzione di parenti e amici.

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“La sogno sempre"

Ma per Silvia Radin Liliana è prima di tutto una persona cara, è Lilly, quella delle foto al mare che certe sere a riguardarle fanno venire il magone.  “La sogno sempre e mi dice, state tranquilli, capirete tutto. Perché il suo corpo parlerà, sono sicura. Le ho chiesto perdono per quello che le faranno. Ma era necessario. Bisogna capire, una volta per tutte”. Signora Radin, non è scontato che si riesca a sciogliere ogni dubbio. “Ma io ho fiducia, il suo corpo ha già parlato due anni fa. Gli esami fatti ci dicono che non aveva assunto farmaci, che era una persona sana, che aveva lesioni sul corpo”.

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Le lesioni sul corpo di Lilly

Quelle lesioni restano tutte da decifrare. “Hanno detto che potrebbe aver sbattuto contro un albero, mi pare assurdo - osserva Silvia Radin -. Sono ipotesi sbagliate, secondo me. Le mani sono rovinate sulle nocche e ci sono tanti altri segni. Le tracce le trovano anche gli archeologi, sono fiduciosa”.

"Lilly non si è suicidata”

“Il suicidio? Ce lo devono dimostrare, fino ad oggi non l’hanno fatto - è la convinzione della cugina di Lilly -. Avremmo avuto meno batticuore in questi due anni. Io la sogno spesso. Tante volte mi dice che è tranquilla, mi fa vedere dov’è, tante volte mi sveglio perché l’ho sognata. Sento che ci è vicina, che il suo corpo parlerà. Le ho chiesto scusa per quello che le faranno. Ma lei deve riprendersi la sua dignità, come ho detto nel giorno del funerale in chiesa. Le ho chiesto, aiutaci a scoprire la verità”.