7 mag 2022

Letta blinda il governo "Tensioni? Non ho paura"

Il leader del Pd: "Non mi scandalizzo per le polemiche di questi giorni" "Armi e superbonus? Siamo allineati. Draghi sia deciso, avanti col programma"

pino di blasio
Cronaca
Enrico Letta, nato nel 1966, dal 14 marzo 2021 è segretario del Partito democratico
Enrico Letta, nato nel 1966, dal 14 marzo 2021 è segretario del Partito democratico
Enrico Letta, nato nel 1966, dal 14 marzo 2021 è segretario del Partito democratico

di Pino Di Blasio

Enrico Letta, fino a quando durerà il governo Draghi?

"Fino alla scadenza naturale della legislatura. Il presidente del consiglio – è la sollecitazione del segretario Pd – ora deve essere deciso nel portare avanti il programma di governo".

Facile a dirsi, ma da Conte alla Lega, ognuno lo tira per la giacca.

"Draghi sta facendo un ottimo lavoro, lunedì il governo ha attuato il provvedimento migliore sul caro energia per aiutare famiglie e imprese. Non mi scandalizzo se in questo momento ci sono tensioni politiche. Stiamo vivendo la fase più delicata su questioni oggettive, dalla guerra alla crisi energetica. Tutte cose talmente complesse e impreviste che è naturale attraversino le coalizioni al loro interno. Mi stupirei del contrario".

Non teme che le fratture si allarghino fino alla rottura?

"Sulle decisioni prese siamo sempre stati allineati al governo, dall’invio di armi ai provvedimenti sugli incentivi. Dubbi e discussioni ci sono in ogni partito. Sono pronto a discutere con tutti in ogni occasione. Sarebbe sbagliato ridurre il dibattito a colpi di clava. I dissensi sono il segno di un disorientamento naturale".

Non è stanco di essere l’unico difensore di Draghi?

"No, lo faccio perché ci credo, oggettivamente c’è sintonia. Ho apprezzato molto la decisione sull’assegno energia, soprattutto per il modo con cui il governo lo ha finanziato. Un atto di grande redistribuzione sociale, con la tassazione degli extraprofitti delle multinazionali di petrolio ed energia. Distribuendo i profitti a 28 milioni di italiani. Un gesto di giustizia sociale".

L’invio di armi che effetto avrà sulla guerra in Ucraina?

"Spero che l’unità dell’Europa e la resistenza degli ucraini spingano Putin a fermarsi e ad accettare il tavolo negoziale. Ci sono segnali che qualcosa si sta muovendo. L’obiettivo è arrivare al cessate il fuoco il più presto possibile, c’è bisogno che l’Europa prenda un’iniziativa forte".

La stessa che avete auspicato lei e Draghi, ovvero la fine dei diritti di veto in seno alla Ue?

"Io spingo perché i premier di Francia, Germania, Italia, Spagna e Polonia vadano in missione a Kiev prima possibile. L’occasione giusta per compiere un salto in avanti nell’Unione sarà il 9 maggio, con il discorso di Macron a Strasburgo per la festa dell’Europa. Lo ascolterò con grande attenzione, il presidente di turno del Consiglio partirà proprio dal discorso di Draghi sull’eliminazione delle votazioni all’unanimità e del diritto di veto su molte materie".

Quali sono le mosse che il presidente del consiglio italiano dovrà fare in fretta?

"Portare avanti la legge delega fiscale e il disegno di legge sulla concorrenza. Parallelamente Draghi dovrà continuare a parlare con il mondo dell’economia e le parti sociali, per seguire ciò accade ed essere pronto a intervenire, a partire dal lavoro".

Vede nubi all’orizzonte?

"Il dialogo sociale va rafforzato, una concertazione maggiore rende tutti protagonisti. Il mio timore è che stia arrivando una recessione per gli alti costi dell’energia. A maggior ragione serve coesione".

Articolo1 tornerà nel Pd?

"Il rapporto con il ministro Speranza è ottimo, siamo sulla stessa lunghezza d’onda sul tema dei salari e della riforma della contrattazione. La vicenda del Biotecnopolo e dell’hub antipandemie a Siena è la prova dell’efficacia del nostro rapporto".

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