Mercoledì 22 Maggio 2024

Legge sull’intelligenza artificiale. Stretta sui contenuti manipolati. Fino a cinque anni di carcere

Nel ddl del governo prevista la sanzione penale in caso di procurato danno ingiusto

Legge sull’intelligenza artificiale. Stretta sui contenuti manipolati. Fino a cinque anni di carcere

Legge sull’intelligenza artificiale. Stretta sui contenuti manipolati. Fino a cinque anni di carcere

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giorgia Meloni e del ministro della Giustizia Carlo Nordio, ha approvato un disegno di legge per l’introduzione di disposizioni e per la delega al Governo in materia di intelligenza artificiale. Le norme intervengono in cinque ambiti: la strategia nazionale, le autorità nazionali, le azioni di promozione, la tutela del diritto di autore, le sanzioni penali. Si prevede, inoltre, una delega al governo per adeguare l’ordinamento nazionale al Regolamento UE sul tema come l’alfabetizzazione dei cittadini in materia di IA (sia nei percorsi scolastici che in quelli universitari) e la formazione da parte degli ordini professionali per professionisti e operatori. La delega riguarda anche il riordino in materia penale per adeguare reati e sanzioni all’uso illecito dei sistemi di IA.

Le norme prevedono che il ciclo di vita dei sistemi e dei modelli di intelligenza artificiale debba basarsi sul rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà dell’ordinamento italiano ed europeo oltre che sui principi di trasparenza, proporzionalità, sicurezza, valorizzazione anche economica del dato, protezione dei dati personali, riservatezza, robustezza, accuratezza, non discriminazione, parità dei sessi e sostenibilità.

Quanto alla componente penale, "si prevede un aumento della pena per i reati commessi mediante l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale, quando gli stessi, per la loro natura o per le modalità di utilizzo, abbiano costituito mezzo insidioso, o quando il loro impiego abbia comunque ostacolato la pubblica o la privata difesa o aggravato le conseguenze del reato", si legge nel comunicato stampa. "Un’ulteriore aggravante – viene precisato – è prevista per chi, attraverso la diffusione di prodotti dell’IA, prova ad alterare i risultati delle competizioni elettorali, come gia’ avvenuto in altre nazioni europee. Si punisce l’illecita diffusione di contenuti generati o manipolati con sistemi di intelligenza artificiale, atti a indurre in inganno sulla loro genuinità, con la pena da uno a cinque anni di reclusione se dal fatto deriva un danno ingiusto".