di Manuel Spadazzi "E adesso, dove andiamo a fare l’after hour?". Sono le 5 del mattino, eppure Danilo, Nico, Alessandro non hanno nessuna voglia di prendere il treno e tornare a casa, a Lecce. "È un anno che aspettiamo di tornare a ballare e a divertirci. Chissà quando potremo farlo di nuovo...". Sì perché mentre in Italia il governo non ha ancora deciso se e quando potranno riaprire le discoteche, chiuse dal 17 agosto, San Marino è già tornata in pista. L’ha fatto con una serata Covid free al ritmo della techno di Sven Vath, uno dei più acclamati deejay europei, e di tante altre star della consolle. Una notte che è sembrata un sogno ai 2.700 ragazzi, arrivati sul Titano da ogni parte d’Italia per tornare a ballare e a divertirsi...

di Manuel Spadazzi

"E adesso, dove andiamo a fare l’after hour?". Sono le 5 del mattino, eppure Danilo, Nico, Alessandro non hanno nessuna voglia di prendere il treno e tornare a casa, a Lecce. "È un anno che aspettiamo di tornare a ballare e a divertirci. Chissà quando potremo farlo di nuovo...". Sì perché mentre in Italia il governo non ha ancora deciso se e quando potranno riaprire le discoteche, chiuse dal 17 agosto, San Marino è già tornata in pista. L’ha fatto con una serata Covid free al ritmo della techno di Sven Vath, uno dei più acclamati deejay europei, e di tante altre star della consolle.

Una notte che è sembrata un sogno ai 2.700 ragazzi, arrivati sul Titano da ogni parte d’Italia per tornare a ballare e a divertirsi come un tempo. San Marino come Barcellona e Amsterdam. L’antica terra della libertà che diventa il tempio ritrovato della notte, di quella movida cancellata dalla pandemia e dalle norme anti Covid. "Abbiamo vinto la scommessa. Abbiamo dimostrato come si possa organizzare eventi e ballare in sicurezza, mettendo a nudo l’ipocrisia che c’è ancora in Italia nei confronti delle discoteche", dice a fine serata Tito Pinton, titolare del Musica a Riccione e del Muretto a Jesolo. È lui l’organizzatore della festa ’The Vibe is on’ che ha riacceso le luci della pista a San Marino. È stato il primo grande evento Covid free, a cui poteva partecipare solo chi era vaccinato, guarito dal virus o risultato negativo a un tampone fatto nelle 48 ore precedenti: in pratica era come chiedere a tutti i ragazzi il green pass. E per andare loro incontro, era stata allestita una postazione dove eseguire il tampone rapido, con 300 kit a disposizione.

Tanti hanno preferito fare il tampone prima di salire sul Titano. Come Simone, 31 anni. "Ho girato mezza Rimini per trovare una farmacia che mi facesse il test, non potevo mancare. Aspettavo questo momento da un anno. L’ultima volta in discoteca è stata a Riccione, il 16 agosto", racconta mentre si muove scatenato. Simone è partito in treno da Genova sabato mattina, è venuto apposta. Come tanti altri ragazzi. Come Noemi e i suoi amici, da Faenza: "Abbiamo organizzato tutto: cena, festa, e poi notte in hotel e una bella domenica al mare. Dopo essere rimasti a casa così a lungo per colpa del Covid ce lo meritavamo".

Già, per i ragazzi la notte di sabato è stata una liberazione. Un sogno fatto realtà, dopo l’incubo della pandemia. E il Covid, nella discoteca all’aperto ricavata al Tiro a volo di San Marino per la festa, sembra un lontano ricordo. Tantissimi ragazzi senza mascherina, qualcuno la tiene sotto al mento, altri al polso, e pure il distanziamento è andato a farsi benedire. Ma i controlli sono ferrei, agli ingressi: prima di entrare occorreva superare lungo la strada sei varchi d’accesso, a ognuno bisognava esibire certificato anti Covid e documento d’identità insieme al biglietto. All’entrata le raccomandazioni degli steward (oltre un centinaio): "Ragazzi, tenetevi la mascherina quando siete troppo vicini". "Ma non serve mica. Siamo tutti vaccinati, guariti o ’tamponati’", sorride Giacomo, arrivato sul Titano insieme a sei amici da Milano.

In pista ci sono centinaia di ragazzi partiti da Roma e Napoli, da Firenze e da Bologna, dal Veneto e dalle Marche, ma anche dalla Puglia. Qualcuno pure dal Belgio. Non è soltanto una festa per molti di loro. "È il ritorno alla normalità, alla vita. Quella vita che il Covid ci ha portato via per oltre un anno, privandoci di affetti, socialità, voglia di stare insieme", dice Giada, che è arrivata da Milano con tre amiche. E quando si fa l’alba, la voglia di ballare è ancora talmente tanta che Nico e i suoi amici di Lecce non si rassegnano: "Non c’è un after hour da qualche parte?".