Norbert Feher, 40 anni, durante un’udienza del processo in Spagna
Norbert Feher, 40 anni, durante un’udienza del processo in Spagna
di Nicola Bianchi Ancora il serbo Norbert Feher, alias Igor ’il russo’. Sì, purtroppo ancora lui perché omicidi, tentativi, rapine sanguinarie, condanne, non l’hanno ancora placato. L’ultima puntata di una storia maledetta, assurda e incredibile, parla di sei persone del carcere di Duenas, in Spagna dove è detenuto, aggredite a piastrellate, calci e pugni. Il motivo? Perché ’il russo’ voleva a tutti i costi evitare il trasferimento nella struttura carceraria di Zuera (Saragozza), città dove oggi inizierà il processo...

di Nicola Bianchi

Ancora il serbo Norbert Feher, alias Igor ’il russo’. Sì, purtroppo ancora lui perché omicidi, tentativi, rapine sanguinarie, condanne, non l’hanno ancora placato. L’ultima puntata di una storia maledetta, assurda e incredibile, parla di sei persone del carcere di Duenas, in Spagna dove è detenuto, aggredite a piastrellate, calci e pugni. Il motivo? Perché ’il russo’ voleva a tutti i costi evitare il trasferimento nella struttura carceraria di Zuera (Saragozza), città dove oggi inizierà il processo per il triplice omicidio commesso a Teruel a dicembre 2017. "Se vogliono che me ne vada, – tuonava da giorni, minacciando di uccidere chiunque fosse entrato nel suo modulo – dovranno venire a prendermi. Non ho più nulla da perdere e chiunque entri potrò prenderlo per il davanti".

Dal suo arrivo a Duenas, Igor si era rifiutato di partecipare a una sfilza di videoconferenze con i tribunali italiani, sempre con i soliti toni strafottenti e di sfida. Come quelli usati dopo la condanna spagnola a 21 anni, per il duplice tentato omicidio del 5 dicembre 2017: "Se quei due – sputò con spregio il killer dietro a un imponente cordone di sicurezza e al vetro spesso della cabina costruita appositamente per lui – mi avessero toccato, oggi non sarebbero qui".

L’ultima sua, risale all’altro pomeriggio quando nella cella è entrato un funzionario della Penitenziaria diventato vittima della furia di Feher. Armato, con in mano due mattonelle ’strappate’ dal bagno. E pure ’corazzato’, indossando vari abiti uno sopra l’altro e riviste sotto. L’ufficiale è stato colpito con la parte appuntita, in suo aiuto sono arrivati cinque addetti del carcere, presi a pugni, calci e a colpi di mattonella. Tutti finiti in ospedale con lesioni al collo, braccio, addome. Alla fine è stato bloccato e messo nelle mani di una squadra specializzata della Guardia Civil.

"L’ennesimo sfregio", commentano i parenti delle sue vittime. In Italia, è stato condannato all’ergastolo in primo e secondo grado per l’omicidio del barista bolognese Davide Fabbri, e della guardia venatoria volontaria ferrarese Valerio Verri, commessi l’1 e l’8 aprile 2017. Igor fu arrestato il 15 dicembre 2017 a Teruel dopo una latitanza di otto mesi e una fuga Italia-Spagna, che ancora oggi ha molti punti oscuri, mettendo in scacco il Paese intero che su di lui investì (invano) i migliori corpi specializzati. Quel giorno, prima di schiantarsi in auto e farsi arrestare, uccise in un conflitto a fuoco gli agenti Victor Romero Pérez e Victor Jesùs Caballero Espinosa, insieme all’allevatore José Luis Iranzo. Ma tutto quel sangue non è stato sufficiente.