L’ex premier Matteo Renzi, 46 anni, leader di Italia Viva
L’ex premier Matteo Renzi, 46 anni, leader di Italia Viva
"Tutto si può dire tranne che Matteo non sappia far politica!". La deputata renziana pasdaran gongola e sorride. "Voi tutti – redarguisce il povero cronista un colonnello di Iv – pensavate che Matteo fosse finito in un angolo, isolato, e invece ha fatto ancora una volta la mossa del cavallo e ha vinto! Perché Matteo non gioca a poker, ma a scacchi!". I renziani sono su di giri: Conte oggi salirà al Colle per dimettersi e il Quirinale non gli affiderà nessun incarico senza passare per le consultazioni di...

"Tutto si può dire tranne che Matteo non sappia far politica!". La deputata renziana pasdaran gongola e sorride. "Voi tutti – redarguisce il povero cronista un colonnello di Iv – pensavate che Matteo fosse finito in un angolo, isolato, e invece ha fatto ancora una volta la mossa del cavallo e ha vinto! Perché Matteo non gioca a poker, ma a scacchi!".

I renziani sono su di giri: Conte oggi salirà al Colle per dimettersi e il Quirinale non gli affiderà nessun incarico senza passare per le consultazioni di rito. Per Renzi si tratta di una vittoria doppia e ‘col baffo’: Conte costretto a dimettersi e consultazioni formali in cui molti gruppi politici e parlamentari non faranno il suo nome. Eppure, ieri, il leader di Iv ha passato l’intera giornata in uno stretto riserbo. Silenzio assoluto sui media, sui social, se non per far trapelare il ringraziamento a "Ivan, Teresa ed Elena (il sottosegretario e le due ministre che si sono dimessi, ndr)" perché "avevano e avevamo tutti contro. Siamo rimasti compatti e portato il dibattito sui contenuti". Intanto, arriva la conferma dal gruppo Iv al Senato che il no dei renziani su Bonafede resta un no, "anche se dal Pd, in cambio dell’astensione, ci farebbero ponti d’oro", dice uno, e che "il gruppo è compatto, senza defezioni". Ma è già una notizia: infatti, la posizione rigida di Iv su Bonafede ha, oggettivamente, accelerato la scelta di Conte di dimettersi.

Anche per l’intero weekend l’ex premier si era auto-imposto un black out comunicativo. Si era solo premurato di ricordare e incitare i suoi parlamentari – alcuni fedeli, altri dubbiosi come Tommaso, altri in odor di Giuda –: ragazzi, se restiamo uniti siamo e saremo decisivi nella soluzione della crisi come lo siamo sulla mozione Bonafede. "La crisi – concludeva Renzi nel messaggio ai suoi deputati e senatori, che oggi torneranno a riunirsi formalmente – la possiamo chiudere solo noi proprio come l’abbiamo aperta. Divisi, contribuiamo solo allo spettacolo indecoroso di questi giorni, al mercato delle vacche e delle poltrone che stanno offrendo, in Parlamento, non solo a noi. Uniti, invece, siamo una forza e saremo decisivi su ogni governo". Bellanova e Rosato dicono che "Iv non pone veti sui nomi, neppure su Conte", lasciando intendere che è pronta a un Conte ter di ’salvezza nazionale’, ma l’obiettivo vero di Renzi è l’arrivo di un premier ‘altro’, a Palazzo Chigi. Di Maio? Franceschini? Draghi? Si vedrà. Intanto come un gatto che si lecca i baffi dopo aver mangiato e digerito il topo, Renzi si sta godendo la scena.

Ettore Maria Colombo