ROMA Continua a scendere il valore della trasmissibilità Rt che ha toccato, a livello nazionale, lo 0,82. Ma resta rimane comunque alta, a dirlo è l’Istituto Superiore di Sanità. "La situazione epidemiologica rimane grave e si raccomanda che, in base all’impatto sui servizi sanitari e territoriali, una modulazione delle misure di mitigazione nelle RegioniProvince Autonome eviti di rilassare le misure stesse e il livello di attenzione della popolazione al punto da determinare una rapida inversione della tendenza documentata con una ripresa del contagio in un contesto di incidenza ancora molto elevata che avrebbe conseguenze molto gravi per il Paese". Una sintesi scritta tutto d’un fiato dall’Iss...

ROMA

Continua a scendere il valore della trasmissibilità Rt che ha toccato, a livello nazionale, lo 0,82. Ma resta rimane comunque alta, a dirlo è l’Istituto Superiore di Sanità. "La situazione epidemiologica rimane grave e si raccomanda che, in base all’impatto sui servizi sanitari e territoriali, una modulazione delle misure di mitigazione nelle RegioniProvince Autonome eviti di rilassare le misure stesse e il livello di attenzione della popolazione al punto da determinare una rapida inversione della tendenza documentata con una ripresa del contagio in un contesto di incidenza ancora molto elevata che avrebbe conseguenze molto gravi per il Paese".

Una sintesi scritta tutto d’un fiato dall’Iss nel consueto rapporto settimanale. Il messaggio è chiaro: la situazione resta grave, non dobbiamo rilassarci. La fotografia dell’Italia nella pandemia – settimana dal 30 novembre al 6 dicembre, dati aggiornati al 9 – arriva in serata, mettendo ordine a una giornata affollata di dichiarazioni in autonomia. Il presidente del Piemonte Alberto Cirio fa sapere con una nota di aver ricevuto la telefonata del ministro Speranza, la Regione sarà gialla da domani. "Si tratta di un risultato importante perché tante attività potranno ripartire, ma dobbiamo continuare a tenere alta l’attenzione in tutti i nostri comportamenti. Non possiamo vanificare i tanti sacrifici fatti finora", ha cercato di tenersi in equilibrio.

Promossa anche la Lombardia. "Ho parlato con il ministro Speranza poco prima delle otto e mi ha ribadito che il Cts è un pò in ritardo ma che comunque avrebbe firmato l’ordinanza prima della mezzanotte in modo da poter far entrare in vigore il provvedimento da domenica (domani, ndr) mattina – ha dichiarato negli stessi momenti il governatore Attilio Fontana –. Sono tranquillo, è una questione di carattere formale del Cts che sta andando un po’ lungo".

Retrocede invece in posizione rossa la ribelle Abruzzo. Ieri il Tar ha sospeso l’ordinanza di Marsilio che aveva scavalcato il governo, facendo scattare l’ammorbidimento delle misure dal 7 dicembre. Quella decisione è stata considerata illegittima. L’arancione potrà scattare solo da domani, come previsto dall’ordinanza del ministro. Polemico il presidente Marco Marsilio.

"Pochi minuti dopo la pubblicazione della sentenza del Tar – fa sapere – ho ricevuto la telefonata del ministro Speranza che mi trasmette il testo dell’ordinanza che riconosce l’Abruzzo in zona arancione. A partire da domenica. Si consuma così uno di quei capolavori di burocrazia amministrativa che rende le istituzioni incomprensibili ai cittadini". Replica a muso duro il ministero: macché burocrazia, "è Marsilio che non ha rispettato le regole".

Intanto nella mappa dell’Iss: 14 RegioniProvince Autonome sono classificate a rischio moderato. Nessuna di queste ha una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese nel caso si mantenga invariata l’attuale trasmissibilità. Due Regioni sono classificate a rischio basso e 5 a rischio alto. Molise e Veneto sono quelle con l’indice Rt maggiore di 1, tutte le altre sotto quella soglia. La Basilicata è la Regione dove le cose vanno meglio, registra il valore più basso di tutta Italia con un indice di trasmissione del contagio di 0,66. Ma l’Istituto superiore di Sanità mette in guardia. C’è sempre il rischio di una possibile sottostima della velocità di trasmissione e dell’incidenza. "Sebbene in miglioramento – scrive l’Iss –, permane una diffusa difficoltà nel mantenere elevata la qualità dei dati riportati".