Arrestato a Firenze appena due mesi fa per terrorismo, è riuscito a evadere in circostanze che hanno dell’incredibile dal palazzo di giustizia di Firenze, dove era stato portato in manette per un’udienza. Abidi Aymen, tunisino di 25 anni, accusato di un tentato omicidio a Lipsia il 9 aprile 2020, è scappato dalla sede del Tribunale in viale Guidoni: si è sottratto al controllo dei suoi custodi – un agente della penitenziaria è stato colpito al collo, sanguinante – ed è riuscito ad eclissarsi in circostanza ancora da chiarire. Le manette che aveva ai polsi sono state recuperate dalla polizia non appena è stato diffuso via radio a tutte le forze...

Arrestato a Firenze appena due mesi fa per terrorismo, è riuscito a evadere in circostanze che hanno dell’incredibile dal palazzo di giustizia di Firenze, dove era stato portato in manette per un’udienza. Abidi Aymen, tunisino di 25 anni, accusato di un tentato omicidio a Lipsia il 9 aprile 2020, è scappato dalla sede del Tribunale in viale Guidoni: si è sottratto al controllo dei suoi custodi – un agente della penitenziaria è stato colpito al collo, sanguinante – ed è riuscito ad eclissarsi in circostanza ancora da chiarire. Le manette che aveva ai polsi sono state recuperate dalla polizia non appena è stato diffuso via radio a tutte le forze dell’ordine l’avviso di ricerca del fuggitivo. Agenti della questura le avrebbero ritrovate a bordo di un mezzo della tramvia proveniente dall’aeroporto, la linea T2, alla fermata Stazione.

È scattata una mobilitazione generale, è stata allertata anche la Polfer, il fuggitivo è stato cercato ovunque, nel sottopasso della Stazione di Santa Maria Novella, e poco più avanti, perfino nei retrobottega di alcuni negozi di via Palazzuolo. Vicinanza dei luoghi a parte, infatti, poco distante, in via Palazzuolo si registra da tempo la presenza fissa di molti connazionali del fuggitivo. O comunque di altri nordafricani, molti dei quali spacciatori. L’area è diventata un emblema di degrado, considerata alla stregua di un suk. Il sospetto è che Abidi Aymen possa aver trovato lì amici, complici forse, e un nascondiglio abbastanza sicuro, sia pure solo momentaneamente.

Una fuga che mette imbarazzo per il nostro apparato giudiziario e il sistema penitenziario, considerata anche l’estrema pericolosità del soggetto. Abidi è infatti accusato di essere coinvolto in un tentato omicidio avvenuto a Lipsia, in Germania, dove venenro esplosi colpi di arma da fuoco contro un obbiettivo all’altezza del numero 71 di Eisenbahnstrasse. Le indagini culminarono in un blitz delle ’teste di cuoio’ in un appartamento in Rudolf Breitscheid.

La polizia tedesca individuò nella zona vicino al punto segnalato un serbo di 47 anni con gravi ferite al collo e per questo trasportato in ospedale. Poi la corsa contro il tempo fino all’indirizzo giusto, purtroppo con un pizzico di ritardo: gli agenti trovarono lì tre giovani. Ma del sospettato numero uno Abibi Aymen, non c’era più traccia. Sparito.

Capelli corti, neri, Abidi è stato identificato e catturato il 23 luglio in centro a Firenze da agenti della Mobile diretta da Antonino De Santis. Si nascondeva in città sembra da almeno una decina di giorni. I poliziotti della Mobile l’hanno individuato nel pomeriggio nella zona del Mercato Centrale, in sella a una bici. La fuga del tunisino, ricercato perché colpito da mandato di arresto europeo, era terminata dopo un inseguimento tra i banchi del Mercato di San Lorenzo e altre vie adiacenti. Il giovane era stato bloccato in via dell’Ariento all’angolo con Borgo La Noce. La Corte di Appello aveva poi convalidato il provvedimento.

Determinante a livello di indagini l’analisi del traffico telefonico dell’utenza di un cellulare pare a lui riconducibile. E la ricostruzione dei movimenti in Italia del tunisino, anche se non sono mai state chiarite modalità e motivi del suo arrivo in Italia, a Firenze, alla ricerca di un nascondiglio sicuro, sia pure provvisorio.