Le code in Liguria che hanno scatenato la protesta clamorosa dei camionisti
Le code in Liguria che hanno scatenato la protesta clamorosa dei camionisti
L’atto estremo: scendere dal camion in mezzo all’autostrada. Dopo ore quotidiane sotto il sole, in coda, a fare slalom (lento) tra i cantieri. Protesta clamorosa dei camionisti, ieri pomeriggio sull’A7, prima di Arquata Scrivia (Alessandria), al confine con Genova. Perché la Liguria è un miraggio. Martirizzata ormai da un anno e mezzo da lavori che non danno tregua. Come se dopo il crollo del ponte Morandi, tutto di colpo, si volesse rimediare a un ritardo ventennale. TrasportoUnito, sigla che riunisce un migliaio di autotrasportatori, in serata denuncia: "Con oltre 7 chilometri di coda su tutte le principali direttrici...

L’atto estremo: scendere dal camion in mezzo all’autostrada. Dopo ore quotidiane sotto il sole, in coda, a fare slalom (lento) tra i cantieri. Protesta clamorosa dei camionisti, ieri pomeriggio sull’A7, prima di Arquata Scrivia (Alessandria), al confine con Genova. Perché la Liguria è un miraggio. Martirizzata ormai da un anno e mezzo da lavori che non danno tregua. Come se dopo il crollo del ponte Morandi, tutto di colpo, si volesse rimediare a un ritardo ventennale. TrasportoUnito, sigla che riunisce un migliaio di autotrasportatori, in serata denuncia: "Con oltre 7 chilometri di coda su tutte le principali direttrici autostradali liguri con destinazione o provenienza Genova e con il maggiore porto italiano sotto assedio da ingorghi che bloccano totalmente i varchi, fra gli autisti dei mezzi pesanti, fermi da ore sotto il sole", è partito "un vero e proprio tam-tam: scendere dai camion".

Fabrizio Ferretto, 55 anni, camionista e imprenditore, quella scena l’ha vista dallo specchietto. Alle otto di sera, naturalmente in coda - stavolta al terminal 7 del porto di Genova, sei prima di lui – racconta di aver fatto da paciere. "Il collega era dietro di me, ha fermato il mezzo bloccando la corsia delle auto – è la sua cronaca –. Ho detto, cosa sta succedendo, e sono saltato giù anch’io. Non lo conosco ma l’ho visto esaurito. Tutti noi avremmo dovuto fare la stessa cosa. Tutti noi siamo esausti. Arriviamo a Serravalle e per fare cinque chilometri ogni giorno impieghiamo due ore".

Il camionista esasperato ha bloccato la corsia delle auto, "perché loro s’infilano e noi non arriviamo mai – è la didascalia di Ferretto –. Gli automobilisti hanno preso paura, pensando fosse fuori di testa. L’ho calmato, gli ho detto vai in cabina. Il blocco è durato pochi minuti. La cosa è finita lì. Ma il problema no. L’ho spiegato all’associazione, qui prima o poi succede qualcosa, ragazzi. Come si fa? Partiamo alle cinque del mattino, ogni giorno chilometri e chilometri in coda. Arrivi a sera e trovi bloccato anche il porto". Giuseppe Tagnochetti, coordinatore nazionale di TrasportoUnito, lancia l’allarme: "L’esasperazione è arrivata a livelli di guardia, saltano i nervi. La situazione è davvero pericolosa, questa è gente che guida camion da 440 quintali pieni di merce. Può succedere di tutto. Ormai non è più solo un problema economico ma sociale, legato alla sicurezza stradale. Ed è giusto che lanciamo l’allarme. Perché se poi succede qualcosa siamo noi i delinquenti. No, qui abbiamo lavoratori che ogni giorno vengono sequestrati in autostrada. Cantieri tutti i giorni, ovunque. A7, A26, A10, A12, A6... Nel resto d’Italia non ci si rende conto ma è una situazione fuori controllo, va avanti così dal dicembre 2019".

Veramente l’elenco dei punti critici in tutto il Paese è lungo. Il bollino rosso per camionisti – e automobilisti – scatta anche sul tratto marchigiano dell’A14 e in Toscana, "il presidente della Regione voleva chiudere la superstrada Firenze-Pisa-Livorno, fortunatamente l’abbiamo scongiurato – rammenta Tagnochetti –. Ma come la Liguria nessun’altra regione. Tre porti Genova, Savona, Spezia. Questo è un danno nazionale".