La foto postata da Martina
La foto postata da Martina

Roma, 8 gennaio 2022 - E' una delle infermiere simbolo della lotta al Covid ed è salita alla ribalta della cronaca nella prima drammatica ondata pandemica. La sua immagine con il viso segnato dopo ore con indosso la mascherina ha fatto il giro del mondo. E ieri si è espressa criticamente riguardo alla cifra esigua stabilita per la multa a chi evade l'obbligo di vaccino varato per gli over 50: "100 euro, il prezzo della nostra salute, delle nostre vite, dei sacrifici che facciamo da due anni", si legge nel post pubblicato su Facebook. Per queste parole oggi Martina Benedetti finisce nel mirino di no-vax e altri contestatori sui social. Una pioggia di commenti offensivi che vanno dall'invito a postare "l'estratto conto degli ultimi due, terribili, anni che ha passato" all'accusa di prendere "mazzette" da Big Pharma. E' lei stessa, sul suo account Instagram, a denunciare di esser stata vittima di "insulti sessisti, misogeni".

C'è chi la invita ad "andare a fare la soubrette", chi l'accusa di "fare la bella vita" e anche chi sospetta che dietro alle sue prese di posizione ci sia la voglia di notorietà: "Un altro passo verso la casa del grande fratello", scrive un utente su Twitter. "Se fare l'infermiera è fatica prova con altro. Influencer ti sembra meno faticoso?", scrive un altro. Per molti, Martina "si lagna" immotivatamente e una no-vax scrive a chiare lettere: "La mia vita vale più della tua. Punto". Il tutto infarcito di parolacce.

Ma sui social piovono anche parole di solidarietà. A cominciare da quelle del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, fra i primi a denunciare la gogna social che ha investito l'infermiera: "È donna. È giovane. È infermiera. Lavora in terapia intensiva Covid. Collabora con Gimbe. Dice cosa pensa sulla sanzione di 100 euro" e "diventa il bersaglio di no vax & affini con violenze verbali e sessiste irripetibili". "Tutta la mia solidarietà! Forza Martina", commenta in un tweet fra gli altri Raffaele Bruno, direttore dell'Unità operativa complessa Malattie infettive del Policlinico San Matteo di Pavia, lo specialista noto per aver curato il paziente 1 Mattia, il 38enne che fu ricoverato all'ospedale di Codogno e il 20 febbraio con il suo tampone positivo svelò all'Italia la presenza di Covid.

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