1 feb 2022

Incidente Pordenone, la procura: l'arrestato già condannato per ebbrezza. Bimba gravissima

L'uomo, un bulgaro 61enne, ubriaco alla guida di un Suv ha tamponato la Panda di due cugine, uccidendole. Ferita anche una seconda bambina

Pordenone, 1 febbraio 2022 - Incidente di Pordenone e morte delle due giovani cugine, la procura svela un retroscena choc. Il cittadino 61enne di origine bulgara alla guida del Suv che ha centrato e sventrato l'auto delle  ragazze sull’autostrada A28, ha già riportato tre condanne definitive, di cui una per guida in stato di ebbrezza. Era ubriaco anche domenica notte, quando il suo destino ha incrociato quello di Sara Rizzato e Jessica Fragasso, 26 e 20 anni, che viaggiavano con le due bimbe di Sara, di due anni e mezzo e 4 mesi.

Incidente Pordenone: le auto e le due vittime
Incidente Pordenone: le auto e le due vittime

Dimitre Trajkov, imprenditore del settore trasporti, residente in Friuli da molti anni, è in carcere con l’accusa di omicidio stradale pluriaggravato. Oggi pomeriggio avrà un colloquio con il suo difensore, Gianni Massanzana, via WhatsApp com'è prassi per il Covid. Domani mattina alle 12 si terrà l'udienza di convalida.

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Il procuratore di Pordenone, Raffaele Tito, precisa che l’uomo "in caso di condanna non potrà in nessun caso beneficiare della sospensione condizionale della pena". Il procuratore Tito ha anche ricordato che "ricorre la cosiddetta 'quasi flagranza' quando l’arresto è operato dalla polizia giudiziaria sulla base della immediata e autonoma percezione delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l’indiziato. Poiché, nel caso in esame, la polizia è giunta sul posto pochi minuti dopo i fatti e, senza intervalli temporali, ha proceduto all’accertamento dei fatti che hanno, sempre senza soluzione di continuità, condotto all’identificazione dell’autore del reato ed alla sua apprensione presso l’abitazione, è stata richiesta la convalida dell’arresto obbligatorio in flagranza di reato".

Il procuratore di Pordenone ha anche precisato che, "rilevando che la causa dell’incidente, secondo la ricostruzione della polizia stradale, va ricercata nella eccessiva velocità del veicolo investitore e nel mancato rispetto delle distanze di sicurezza rispetto ai veicoli che precedevano, questa mattina è stata chiesta, al GIP, l’applicazione della misura cautelare in carcere, contestando il delitto di omicidio stradale, con le aggravanti di essersi dato alla fuga, di avere cagionato la morte di più persone e di avere commesso il fatto in stato di ebbrezza alcolica". Il procuratore Tito ha inoltre ricordato che all’indagato è stato contestato il fatto di non avere ottemperato all’obbligo di prestare assistenza alle persone ferite.

Mamma e papà di Jessica Fragasso viaggiavano davanti, su una Fiat 500 e hanno assistito dallo specchietto retrovisore al terribile tamponamento, venendo infine urtati loro stessi dal Suv, prima che quest’ultimo finisse ruote all’aria decine di metri più avanti. Quando ha capito che per la figlia non c’era più nulla da fare, il papà è stato colto da malore e trasferito in ambulanza in pronto soccorso. L’auto delle vittime è stata letteralmente spazzata via dal Suv: spinta, si è rovesciata ripetutamente, finendo la corsa sul fianco del lato guida. Le due cugine, che sedevano su quel lato del veicolo, sono morte all’istante. La bimba e la neonata, assicurate nell’apposito seggiolino e nell’ovetto sul lato opposto, sono state estratte dai Vigili del fuoco. Per le condizioni della più piccina i medici non si sbilanciano sul decorso. La piccola è ricoverata in terapia intensiva.

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