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12 giu 2022

Incendi, risse, occupazioni Esplode la banlieue di Milano

Rivolta in via Bolla: in 60 si affrontano con spranghe, bastoni e bombe carta. Convivenza impossibile tra inquilini regolari e abusivi nelle case popolari

12 giu 2022
marianna vazzana
Cronaca
Un frame della maxi rissa di Milano che ha coinvolto una sessantina di persone
Un frame della maxi rissa di Milano che ha coinvolto una sessantina di persone
Un frame della maxi rissa di Milano che ha coinvolto una sessantina di persone
Un frame della maxi rissa di Milano che ha coinvolto una sessantina di persone
Un frame della maxi rissa di Milano che ha coinvolto una sessantina di persone
Un frame della maxi rissa di Milano che ha coinvolto una sessantina di persone

di Marianna Vazzana

Inseguimenti in cortile con spranghe e bastoni. Botte. Bombe carta lanciate dall’alto. Tre feriti lievi (una donna di 44 anni, un ragazzo di 17 anni e un bimbo di 2, romeni, finiti in ospedale per accertamenti), un parabrezza sfondato. In sintesi, la maxi rissa scoppiata venerdì sera tra inquilini regolari, italiani, e un gruppo occupanti abusivi di diverse etnie: una sessantina di persone che hanno trasformato in un campo di battaglia il cortile tra i palazzoni Aler di via Bolla, al quartiere Gallaratese di Milano. Una delle zone più problematiche della città, messa in ginocchio da occupazioni abusive arrivate all’80% ai civici 38, 40 e 42, che racchiudono 156 alloggi. La guerriglia è scoppiata venerdì alle 21.20, l’apice di tensione raggiunto dopo una settimana scandita da liti che già avevano reso necessario l’intervento di polizia e carabinieri.

Le conseguenze di una convivenza difficile, che ha già portato all’esasperazione più volte in un caseggiato in cui si sono susseguiti incendi e risse, che viene trasformato in discarica abusiva e che è interessato da allacciamenti abusivi alla rete elettrica. Venerdì, la causa scatenante pare legata ad auto che sgommavano, "con rom alla guida – raccontano alcuni testimoni –. Un ragazzo italiano si è avvicinato per dire di smetterla". E in una manciata di minuti si sono create due fazioni. Sono volate parole grosse e si è passati ai fatti. Dai palazzi sono scesi inquilini e occupanti. Bosniaci, serbi e pure magrebini. E la rissa è stata immortalata dai balconi con i telefonini. Alla fine il bilancio è stato di tre feriti lievi. In più è stato rotto a sprangate il parabrezza di un’auto parcheggiata in cortile. A placare gli animi è intervenuta la polizia con dieci Volanti, poi raggiunte da cinque squadre del reparto mobile con gli agenti in tenuta anti sommossa.

Gli scontri hanno riacceso la polemica tra Regione e Comune di Milano sulla gestione delle case di via Bolla che sono di proprietà Aler, l’ente regionale per le case popolari. Alessandro Mattinzoli, assessore lombardo alla Casa e Housing sociale, ha sottolineato che la Regione valuterà "la possibilità, nei casi più estremi, di ricorrere all’ausilio dei militari dell’Esercito, come avvenuto in passato, per contribuire presidiare i punti e i luoghi a maggior rischio". Invece il Comune di Milano chiede da tempo una riforma dell’Aler: "Noi siamo pronti a collaborare, in tutto quanto è possibile – ha spiegato l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli –, ma Aler e Regione non continuino a scappare dalle proprie responsabilità. Non c’è più tempo da perdere. Altrimenti qualcuno li commissari".

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