ROMA Le discoteche devono attendere ancora. Se ieri prima del consiglio dei ministri l’opzione era riaprire domani oppure dal 17 luglio, dopo il vertice a palazzo Chigi tutto è stato rimandato alla prossima settimana. E comunque, sempre, seguendo le linee guida del Cts, cioè a patto che i locali siano all’aperto, che i clienti abbiano il Green Pass e non si superi il 50% della capienza del locale. Questo valutava il Consiglio dei ministri che però si è poi concentrato sul tema giustizia facendo slittare la decisione. L’opportunità della riapertura era condivisa da una parte del governo. ...

ROMA

Le discoteche devono attendere ancora. Se ieri prima del consiglio dei ministri l’opzione era riaprire domani oppure dal 17 luglio, dopo il vertice a palazzo Chigi tutto è stato rimandato alla prossima settimana. E comunque, sempre, seguendo le linee guida del Cts, cioè a patto che i locali siano all’aperto, che i clienti abbiano il Green Pass e non si superi il 50% della capienza del locale. Questo valutava il Consiglio dei ministri che però si è poi concentrato sul tema giustizia facendo slittare la decisione. L’opportunità della riapertura era condivisa da una parte del governo.

"Credo che ci siano le condizioni – ha ribadito il sottosegretario alla Salute Andrea Costa – per la riapertura di locali che si possono gestire, monitorare, tracciare negli ingressi e creare spazi sicuri. Tanto più che con il criterio del Green Pass, ciò significa fare tantissimi tamponi a tanti giovani che non si sono vaccinati, quindi, si innesca automaticamente anche un’azione di screening". In questa direzione ha spinto la Lega.

"In Consiglio dei Ministri torneremo a chiedere – ha annunciato Matteo Salvini – la riaperture delle discoteche". Ma la questione giustizia ha monopolizzato un Cdm che è iniziato con due ore di ritardo ed è poi stato nuovamente sospeso per terminare poco dopo le 20.30.

A spingere per una riapertura erano venuti a Roma molti gestori di locali e discoteche. "Noi ci aspettiamo una data di riapertura" ha detto Maurizio Pasca, presidente di Silb-Fipe, il sindacato italiano dei locali da ballo, che ha promosso il sit-in in piazza San Silvestro a Roma, dalle 18 alle 20 di ieri, per protestare contro la chiusura e chiedere la riapertura delle discoteche.

"La sicurezza sanitaria – ha sottolineato – deve essere garantita anche di fronte a tutte quelle forme di abusivismo a cui stiamo assistendo: stabilimenti balneari, ristoranti, bar dove si balla abusivamente. Noi, quando ci autorizzeranno, apriremo con il green pass, mentre in tutti gli altri posti la gente va tranquillamente senza accortezze. Questo è un problema. O chiudono tutto, ristoranti, bar, stabilimenti balneari dove si fa attività da ballo abusiva, e allora siamo chiusi anche noi dandoci i giusti sostegni per non vederci fallire oppure ci facciano riaprire alle stesse regole degli altri".

Dopo aver bloccato per alcuni minuti la circolazione stradale nei pressi di piazza San Silvestro, a una delegazione dei gestori delle discoteche che protestavano a Roma è’ stato concesso di raggiungere la vicina Piazza Montecitorio per esporre i cartelli della protesta e per chiedere la ripresa delle attività di settore.

Anche l’immunologo Massimo Galli, responsabile di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, ha sostenuto ieri che "le discoteche potrebbero essere anche riaperte, se si applicassero una serie di norme di sicurezza, sul serio e verificandone l’applicazione".

Sostanzialmente se aprissero con le norme del Cts. Ma la politica ha scelto di rinviare ancora di qualche giorno.

A.F.