Sabatino Trotta, 55 anni, dirigente del dipartimento di Salute Mentale della Asl di Pescara, si è ucciso in prigione a Vasto dove era stato posto in isolamento
Sabatino Trotta, 55 anni, dirigente del dipartimento di Salute Mentale della Asl di Pescara, si è ucciso in prigione a Vasto dove era stato posto in isolamento
Si è ucciso in carcere Sabatino Trotta, dirigente del Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Pescara, arrestato mercoledì per aver pilotato un appalto della Asl di Pescara da oltre 11 milioni di euro. Il medico, nell’ambito di un’inchiesta dalla Procura di Pescara, era stato arrestato dalla Guardia di Finanza, insieme a Domenico Mattucci, legale...

Si è ucciso in carcere Sabatino Trotta, dirigente del Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Pescara, arrestato mercoledì per aver pilotato un appalto della Asl di Pescara da oltre 11 milioni di euro. Il medico, nell’ambito di un’inchiesta dalla Procura di Pescara, era stato arrestato dalla Guardia di Finanza, insieme a Domenico Mattucci, legale rappresentante della cooperativa sociale La Rondine di Lanciano (Chieti), società del Consorzio Coop. Sociali Sgs, e alla coordinatrice della stessa cooperativa Luigia Dolce.

Trotta era stato portato nel penitenziario di Vasto, dove si è tolto la vita nella notte, come conferma il procuratore capo di Vasto, Giampiero Di Florio. Mercoledì era stato definito dal pm di Pescara, Anna Rita Mantini, "soggetto chiaramente dirottatore dell’iter pubblico ordinario e regolare"". Era finito in prigione con le accuse di corruzione, istigazione alla corruzione e turbata libertà degli incanti.

Il medico ha lasciato un a lettera indirizzata ai familiari. Lettera sequestrata dalla Procura vastese che ha aperto un fascicolo per fare luce su quanto accaduto.

Il legale di Trotta, avvocato Antonio Di Giandomenico, ha dichiarato: "Attenderemo le evoluzioni delle indagini relative al fascicolo aperto d’ufficio dalla procura della Repubblica di Vasto. Sono in corso di valutazione la proposizione di eventuali azioni, in ogni competente sede, per fare luce su tutti gli aspetti della vicenda relativa alla morte in carcere di una persona, stimato professionista, non ancora dichiarato colpevole e nei confronti del quale vi è stato già un accanimento prematuro ed eccessivo". Sulla vicenda è intervenuto anche il presdiente della Regione Abruzzo Marco Marsilio: "Sono profondamente turbato. Ho conosciuto una persona di grandi qualità professionali e umane. Ero già sconvolto dal quadro accusatorio".