I presidenti delle cinque Regioni che da lunedì entreranno nella zona di rischio arancione – Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Calabria, Sicilia – chiedono con una lettera al Governo "di fornire doverose e puntuali rassicurazioni circa un’immediata messa in campo di ristori e la loro quantificazione". Questo per evitare, scrivono...

I presidenti delle cinque Regioni che da lunedì entreranno nella zona di rischio arancione – Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Calabria, Sicilia – chiedono con una lettera al Governo "di fornire doverose e puntuali rassicurazioni circa un’immediata messa in campo di ristori e la loro quantificazione". Questo per evitare, scrivono Zaia (nella foto), Bonaccini, Fontana, Spirlì e Musumeci – "Ulteriori penalizzazioni alle categorie colpite e per scongiurare il rischio che interi comparti vengano definitivamente cancellati dalla geografia economica delle nostre Regioni".

Numeri in rosso anche per il settore del turismo. "Il 2020 – sottolinea con amarezza Luca Patanè, presidente di Confturismo Confcommercio – si chiude con meno 78 milioni di arrivi dall’estero e meno 240 milioni di presenze turistiche in Italia, ai quali va aggiunta l’ulteriore perdita dei circa 36 milioni di italiani che non sono andati all’estero. Le lancette dell’orologio del turismo sono tornate indietro di 30 anni". "Eppure, non solo nella legge di bilancio 2021 per il turismo c’è ben poco, ma ad oggi non abbiamo visto neanche un progetto vero e proprio per il settore nella pianificazione per accedere al Recovery Fund" aggiunge il numero uno di Confturismo Condcommercio.

Quanto al futuro, pochissimi italiani hanno fatto progetti di vacanze finora, ma l’indice calcolato da Swg per Confturismo, dopo il record negativo di novembre e i cali degli scorsi mesi, recupera 9 punti e si attesta a 48 (su scala da 0 a 100). Tuttavia, fra questi, il 72% non ha ancora scelto la meta né tanto meno prenotato e la stragrande maggioranza delle preferenze si indirizza verso seconde case di proprietà o di amici.

Red. Int.