23 apr 2022

Il manifesto-autogol della Marcia di Assisi

C’era una volta la nobile marcia per la pace Perugia-Assisi. Ma con l’ambiguo e inverosimile (per essere eufemistici) manifesto dell’edizione di quest’anno e l’impostazione ideologica che quella locandina sottende si rischia l’effetto boomerang. E, anzi, quell’effetto è stato già ottenuto con la sola diffusione del manifesto-annuncio.

Social e osservatori lo hanno già condannato come "affronto", "pugno in faccia", per non dire altro, al popolo ucraino. E, del resto, basta un colpo d’occhio. Lo slogan "Fermatevi" non è altro che la traduzione della tesi assurda e immorale che vede Ucraina e Russia sullo stesso piano di belligeranti e non, come è nella realtà, di Paese aggredito e di Paese aggressore. Come dire: Putin e Zelensky sono, in fondo, la stessa cosa, perché il presidente ucraino non è altro che il servo sciocco della Nato e degli americani.

Ma non è finita: una mamma e un bambino vengono colpiti da proiettili bianchi e neri sparati da entrambi i fronti. Una mistificazione senza uno straccio di fondamento: un’offesa alle mamme e ai bambini, agli uomini e alle donne dell’Ucraina massacrati dai macellai di Putin a Bucha, Borodyanka, Mariupol. Che pena quando l’ideologismo fanatico di vertici cattocomunisti travolge anche la pietà.

ra. ma.

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