9 mar 2022

"Il governo rimuova i paletti alle rinnovabili"

Il presidente di Elettricità Futura: "Il 50% dei progetti si ferma per la burocrazia. Serve l’ok a impianti per 60 gigawatt entro giugno"

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Cronaca

di Sandro Neri Un’occasione mancata. O, peggio, un colpevole ritardo. "Oggi non ci troveremmo in questa gravissima emergenza energetica se non avessimo bloccato la crescita delle rinnovabili", sottolinea Agostino Re Rebaudengo, presidente di Elettricità Futura. L’associazione, che raggruppa 518 imprese del settore dell’elettricità e rappresenta il 70% del mercato, ha appena consegnato un dossier al ministro Roberto Cingolani, che ora chiede un’accelerazione sulle rinnovabili. "In tutti questi anni – continua Re Rebaudengo – il nostro Paese ha sempre rimandato la soluzione di un problema atavico, la dipendenza dall’estero per l’energia. Siamo un Paese povero di combustibili fossili ma potenzialmente molto ricco di energia rinnovabile. Direi che questa è l’arma finale dell’Italia contro il gas di Putin". Cosa si sta facendo in Italia per le rinnovabili? Siamo indietro? E di quanto? "Da anni ormai in Italia le rinnovabili sono ferme. Avremmo potuto accrescere il parco rinnovabili di almeno 10 gigawatt all’anno, invece viaggiamo alla ridicola media di appena un nuovo gigawatt all’anno. È incredibile che il 50 % dei progetti resti sulla carta e l’altro 50% si realizzi con sei anni di ritardo. Adesso è il momento di correre e installare nuovi impianti. Governo e Regioni facciano ripartire le autorizzazioni, è una questione di sicurezza nazionale". Quali ostacoli impediscono il varo di un vero piano per le rinnovabili? "Come ribadito più volte dal presidente Mario Draghi, gli ostacoli allo sviluppo delle rinnovabili sono esclusivamente di natura burocratica: è urgente una semplificazione delle procedure amministrative. L’Europa prende ad esempio l’Italia come il caso peggiore di burocrazia anche in questa materia. Siamo il Paese che ha i costi più alti e i tempi più lunghi per il rilascio di un’autorizzazione a un impianto. La legge prevede che un iter autorizzativo non dovrebbe durare più di un anno; in Italia l’attesa dura mediamente sette". Dov’è il problema? "La metà dei progetti ...

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