di Roberto Giardina Mai un’elezione è stata così incerta. Impossibile prevedere chi vincerà, in base ai sondaggi saranno possibili tre diverse coalizioni, e per la prima volta il nuovo governo dovrà essere formato da tre partiti, normale altrove, non in Germania. E sono scomparsi i grandi partiti popolari, i cristianodemocratici e i socialdemocratici, ormai precipitati sotto il trenta per cento. L’era di Frau Merkel finisce, e i tedeschi non sanno che cosa li attende. Neanche i sondaggi sono affidabili come in passato, le previsioni nelle ultime settimane sono cambiate di continuo, con risultati contraddittori. Secondo le risposte, gli elettori votano per un...

di Roberto Giardina

Mai un’elezione è stata così incerta. Impossibile prevedere chi vincerà, in base ai sondaggi saranno possibili tre diverse coalizioni, e per la prima volta il nuovo governo dovrà essere formato da tre partiti, normale altrove, non in Germania. E sono scomparsi i grandi partiti popolari, i cristianodemocratici e i socialdemocratici, ormai precipitati sotto il trenta per cento. L’era di Frau Merkel finisce, e i tedeschi non sanno che cosa li attende. Neanche i sondaggi sono affidabili come in passato, le previsioni nelle ultime settimane sono cambiate di continuo, con risultati contraddittori. Secondo le risposte, gli elettori votano per un partito ma non vorrebbero il suo leader come Cancelliere, oppure il contrario.

In dirittura di arrivo, è in testa il socialdemocratico Olaf Scholz, in lieve calo, con il 25 per cento, un punto in meno, e al secondo il cristianodemocratico Armin Laschet, in leggero recupero, dal 20 al 22. Il margine di errore è del 3, quindi tutto è ancora possibile. L’unica certezza è che sarà un arrivo testa a testa.

Ma i due escludono di voler formare ancora una volta una Große Koalition, che comunque non arriverebbe alla maggioranza. Sono stanchi dopo un’unione durata otto anni, orfana di Frau Angela, l’unica che riusciva a tenerla insieme. La verde Annalena Baerbock arriverebbe intorno al 15, ad aprile si vedeva già Cancelliera, con il 30. È riuscita a dimezzare i pronostici con un’incredibile serie di errori, che hanno dimostrato la sua immaturità. I liberali e i populisti dell’Afd sono appaiati all’11, la Linke, all’estrema sinistra è al sei. Gli eredi del partito comunista della scomparsa Ddr potrebbero entrare per la prima volta al governo, o non raggiungere neanche lo sbarramento del 5, e sparire dal Parlamento.

Il risultato è incerto, gli sfidanti si scambiano colpi bassi, ma i tedeschi sembrano distaccati, paradossalmente annoiati. Nessuno dei leader riesce a emozionarli. Si teme che gli astenuti saranno circa il 30 per cento, un record negativo. Scholz esclude un’alleanza con la CduCsu, dopo 16 anni giusto che vada all’opposizione, ma anche la sua Spd negli ultimi 23 anni è stata per 17 al governo.

Ma per lui sarà difficile formare un’alleanza con i Verdi e la Linke, la stessa che da cinque anni governa in modo disastroso la capitale. Scholz resterebbe bloccato dalla sinistra del partito, dai fondamentalisti verdi e dagli eredi del partito comunista. L´ago della bilancia potrebbero essere i liberali. Il leader Christian Lindner quattro anni fa, all’ultimo momento, decise di non entrare al governo, oggi sembra avere cambiato idea. Ha già detto che non entrerà mai in una coalizione con i verdi, divisi tra fondamentalisti e pragmatici, un disastro per l’economia.

Potrebbe allearsi con socialdemocratici e cristianodemocratici, non importa con chi. In fondo, anche se non può dirlo, non dispiacerebbe a Olaf Scholz: sta vincendo quasi da solo, contro la base del suo partito, che poco lo ama, e lo considera il figlioccio della Merkel, che non sarebbe un complimento. Saranno inevitabili estenuati trattative per trovare un’intesa, anche perché tutti i partiti, tranne i liberali, sono divisi. E Frau Merkel resterà in carica, per la normale amministrazione, fino a Natale, forse fino a gennaio. Mesi di attesa che costringeranno alla paralisi la Germania e l’Europa.