Il Green pass? "Lungi da me ogni vicinanza coi no vax, ma per come è stato pensato abbiamo un problema. Le persone transgender dovranno mostrare un Qr code che rimanderà alle informazioni anagrafiche (rivelando quindi il sesso di nascita, ndr) cosa che causa molto disagio". Ad accendere i riflettori sulla questione, ieri durante una...

Il Green pass? "Lungi da me ogni vicinanza coi no vax, ma per come è stato pensato abbiamo un problema. Le persone transgender dovranno mostrare un Qr code che rimanderà alle informazioni anagrafiche (rivelando quindi il sesso di nascita, ndr) cosa che causa molto disagio".

Ad accendere i riflettori sulla questione, ieri durante una commissione consiliare del Comune di Bologna richiesta dai consiglieri di Coalizione civica Emily Clancy e Federico Martelloni, è stato Christian Cristalli, presidente e cofondatore di Gruppo trans Bologna.

"Il Green pass rivelerà il dato anagrafico in tutti i luoghi in cui sarà richiesta la certificazione", ribadisce Cristalli. "Dobbiamo lavorare in sinergia con istituzioni e associazioni, per creare ambienti e misure inclusive. Vorrei ricordare che il nostro Paese – conclude l’attivista – stando ai dati forniti da Ilga (l’associazione internazionale lesbiche, gay, bisex, trans e intersex, ndr) recentemente ha subito uno scivolone nella classifica di quelli considerati friendly".

Durante la commissione è stato sollevato un altro problema,. "Ogni volta che c’è un’elezione, soprattutto negli ultimi anni, bisogna verbalizzare con chi presiede i seggi la necessità che la fila per il voto non sia divisa in uomini e donne, ma per lettera del cognome. Ciò dà la possibilità alle persone transgender di affrontare con serenità il voto", ha spiegato Emily Clancy. "La divisione per lettera del cognome – continua – avviene già in alcuni Comuni della nostra provincia. Questa misura permetterebbe l’esercizio del di ritto fondamentale del voto alle persone transgender, senza che subiscano pressioni psicologiche o discriminazioni", all’interno dei seggi elettorali.