24 apr 2022

"I russi come i nazisti, non ci arrenderemo mai"

Il presidente ha incontrato i giornalisti in una stazione della metro. A Kiev arriva oggi il segretario di Stato Usa Blinken con altre armi

tommaso strambi
Cronaca

di Tommaso Strambi

"Dopo di noi a chi toccherà?". La domanda di Volodymyr Zelensky si leva come un monito per gli Stati vicini, ipotizzando che Mosca non voglia fermarsi all’invasione dell’Ucraina. Il Cremlino "progetta di conquistare altri Paesi", afferma il presidente ucraino. Il pensiero corre subito alla Moldavia, sebbene il nervosismo cresca anche nelle ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale. Ma la guerra, avverte il consigliere e negoziatore Mikhailo Podolyak, potrebbe arrivare addirittura sul territorio della Ue. L’allarme non è nuovo. Più volte i dirigenti di Kiev lo hanno sottolineato per invocare più aiuti militari dall’Occidente. Una richiesta ribadita in una conferenza stampa tenuta da Zelensky a Kiev in una stazione della metropolitana. "Se ricevessimo tutto il materiale militare di cui abbiamo bisogno, potremmo scacciare le truppe russe anche dal Donbass, come abbiamo fatto alle porte di Kiev", ha affermato il presidente, dicendosi comunque soddisfatto delle forniture arrivate dagli Usa nell’ultima settimana.

"Noi ucraini non ci arrenderemo mai. I russi si stanno comportando come i nazisti", ha poi continuato il presidente Zelensky. Anche per questo ha aggiunto, "ora, non posso incontrare il presidente della Federazione russa, Vladimir Putin. Prima devono tacere le armi". Zelensky ha, quindi, ribadito la minaccia di ritirarsi dai colloqui di pace con la Russia nel caso in cui i difensori ucraini ancora presenti a Mariupol venissero annientati dalle forze russe o nel caso venissero organizzati finti referendum nelle zone occupate.

Non sono mancate anche accuse e critiche. In particolare Zelensky ha ribadito che è "stato un errore che la Nato in questi anni non abbia accettato l’Ucraina. Avremmo rafforzato l’alleanza". Così, come ha criticato e il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. "È sbagliato e illogico – ha affermato Zelensky– che incontri prima Vladimir Putin a Mosca e poi venga a Kiev. Bisogna chiarire di avere ben presente chi sia l’aggredito e chi sia l’aggressore". Ma non sono mancati anche i ringraziamenti al Papa ("avrei voluto che lui venisse qui, che ci aiutasse a sbloccare i corridoi umanitari a Mariupol. È presto per parlare di una sua visita ma noi lo aspettiamo. Di lui si fidano molte persone") e verso il presidente del consiglio italiano ("in questa guerra tra Russia e Ucraina, l’Italia si è schierata al nostro fianco in modo molto chiaro. Sono grato al governo, al popolo italiano e al premier Draghi che aspettiamo").

Oggi a Kiev dovrebbero arrivare il capo del Pentagono Lloyd Austin insieme al segretario di Stato Antony Blinken, come ha annunciato lo stesso Zelensky. "Non dovrebbero venire qui a mani vuote. Ci aspettiamo cose specifiche e armi specifiche. E quando la sicurezza lo consentirà – ha concluso Zelensky – ci aspettiamo che anche il presidente degli Stati Uniti venga a parlare con noi".

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