I genitori di Giulio Regeni hanno annunciato un esposto contro il governo italiano per violazione della legge in materia di vendita di armi a Paesi "autori di gravi violazioni dei diritti umani". L’esposto-denuncia, che verrà depositato nei prossimi giorni e con cui Paola e Claudio Regeni accusano l’esecutivo italiano, fa riferimento alla vendità alle autorità del Cairo di due fregate...

I genitori di Giulio Regeni hanno annunciato un esposto contro il governo italiano per violazione della legge in materia di vendita di armi a Paesi "autori di gravi violazioni dei diritti umani". L’esposto-denuncia, che verrà depositato nei prossimi giorni e con cui Paola e Claudio Regeni accusano l’esecutivo italiano, fa riferimento alla vendità alle autorità del Cairo di due fregate del valore di 1,2 miliardi di euro. Una delle quali è stata consegnata proprio nei giorni scorsi.

Secondo i genitori del giovane ricercatore torturato ed ucciso nel 2016, il governo italiano ha violato in particolare quanto previsto all’art. 1 della legge 185 del 1990, ovvero il divieto di "esportazione ed il transito di materiali di armamento verso i Paesi i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti".

La denuncia arriva a poche ore dalle dichiarazioni della Procura generale egiziana che ha definito come "immotivato" il processo che i pm di Roma si apprestano a chiedere nei confronti di quattro appartenenti ai servizi segreti del Cairo accusati del sequestro, delle torture e dell’omicidio di Giulio. Secondo i magistrati egiziani "per il momento non c’è alcuna ragione per intraprendere procedure penali in quanto il responsabile dell’omicidio resta sconosciuto". A loro avviso, inoltre, Regeni nel corso della sua permanenza in Egitto avrebbe tenuto comportamenti "non consoni al suo ruolo di ricercatore" e per questo sarebbe stato "posto sotto osservqazione" dalle autorità locali.

Parole queste che secondo i genitori di Giulio – intervenuti nella trasmissione ’Propaganda Live’ – non fanno altro che "gettare fango" sulla memoria del figlio. "Confermano ancora una volta – aggiungono i due – l’atteggiamento conosciuto bene negli ultimi cinque anni, dimostrando l’impunità di cui si sentono di godere". Per i genitori di Giulio Regeni questo è "uno schiaffo non solo a noi, ma all’intera Italia".