Negli ultimi 3-4 giorni si vedono piccoli segnali di rallentamento, anche se ieri sono state registrate ancora 300 nuove vittime. L’andamento dell’epidemia di Covid in Italia potrebbe avere raggiunto il picco. E dopo qualche giorno di andamento piatto, i contagi potrebbero scendere con maggiore decisione. Resteranno invece alti...

Negli ultimi 3-4 giorni si vedono piccoli segnali di rallentamento, anche se ieri sono state registrate ancora 300 nuove vittime. L’andamento dell’epidemia di Covid in Italia potrebbe avere raggiunto il picco. E dopo qualche giorno di andamento piatto, i contagi potrebbero scendere con maggiore decisione. Resteranno invece alti per due o tre settimane sia i ricoveri sia, purtroppo, i morti.

I dati di ieri (nella foto il commissario Francesco Figliuolo) invitano alla cautela anche se in alcune situazioni, come nel Lazio, si raccolgono i primi segnali positivi. Sono 20.159 positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Sabato erano stati 23.832. Sono invece 300 le vittime in un giorno (sabato erano state 401). I dati come sempre risentono dell’effetto ‘fine settimana’. Il tasso di positività risale di mezzo punto al 7,2% (sabato era al 6,7%): sono infatti 277.086 i tamponi effettuati. Sabato erano stati 354.480. E anche negli ospedali la situazione resta complessa. Sono 3.448 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Covid in Italia, 61 più di sabato. Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 27.484 persone, con un incremento di 423 unità nelle ultime 24 ore. Al 20 marzo in area medica il dato nazionale (41%) supera il livello di allerta del 40% con Lombardia (51%), Emilia-Romagna (54%) e Piemonte (58%) che vanno oltre il 50% e le Marche che arrivano al 64%. Nelle terapie intensive il dato nazionale (37%) è ben oltre il livello di allerta del 30% con 6 regioni che superano il 50%: Emilia Romagna, Piemonte e Umbria (53%), Lombardia (56%), Marche e provincia di Trento (58%).