Tensioni, proteste, tafferugli. L’arrivo di Matteo Salvini, leader della Lega a Mondragone (Caserta), innesca l’attesa contestazione da parte di una cinquantina di aderenti ai centri sociali, fatti arretrare dai carabinieri con una piccola carica di alleggerimento. Dopo i cartelli a favore dell’ex ministro dell’Interno, visti in mattinata, ne spuntano altri. Espliciti: "Salvini vattene", "Sciacallo", o canzonatori: "Steveme scars a sciem" (Non ci bastavano i nostri scemi). Alta tensione nel momento in cui Salvini cerca di prendere la parola nel...

Tensioni, proteste, tafferugli. L’arrivo di Matteo Salvini, leader della Lega a Mondragone (Caserta), innesca l’attesa contestazione da parte di una cinquantina di aderenti ai centri sociali, fatti arretrare dai carabinieri con una piccola carica di alleggerimento. Dopo i cartelli a favore dell’ex ministro dell’Interno, visti in mattinata, ne spuntano altri. Espliciti: "Salvini vattene", "Sciacallo", o canzonatori: "Steveme scars a sciem" (Non ci bastavano i nostri scemi).

Alta tensione nel momento in cui Salvini cerca di prendere la parola nel gazebo allestito dalla Lega lungo la strada Domiziana. La sua voce viene coperta da fischi e insulti. Toni accesi che costringono il leader della Lega a interrompere il suo comizio dopo due o tre minuti, mentre i militanti gli si stringono intorno in una cintura protettiva, che sa molto di assembramento (ma hanno tutti la mascherina). Arriva anche un gavettone d’acqua che colpisce il segretario leghista. "Molto bene, avevo caldo", glissa lui, cercando di minimizzare il gesto. A questo punto, però, le forze dell’ordine reagiscono con l’uso dei manganelli, allontanando i più esagitati. Ferito almeno un manifestante.

Il capo del Carroccio arriva a Mondragone pochi minuti dopo le 19. Il suo obiettivo è di tenere un comizio appena fuori la zona rossa al cui interno vive un migliaio di persone, gran parte bulgari di etnia rom, ma anche molti italiani. Abitano nei cosiddetti Palazzi Cirio, cinque stabili presi d’assalto dalla comunità bulgara, molti dei quali braccianti a giornata, spesso abusivi o senza una regolare dimora.

"È una contestazione ignobile della sinistra. Sono facinorosi provenienti dal Napoletano", inveisce il consigliere regionale della Lega, Gianpiero Zinzi, appena Salvini decide di non parlare. È probabile che tra i contestatori ci sia anche qualche supporter di Armando Cesaro, il capogruppo di Forza Italia in Regione, che poche ore prima ha annunciato la sua intenzione di non ricandidarsi dopo gli attacchi a lui rivolti dal leader leghista per l’inchiesta che coinvolge la sua famiglia.

Salvini si ferma al limite della zona rossa, che ha registrato 43 positivi (tutti ricoverati negli ospedali Covid) e altri 23 positivi scoperti grazie allo screening a tappeto tra i contatti dei bulgari. "È gravissimo il fatto che ci sia qualcuno che impedisce di parlare dei problemi veri che ci sono qui. In questo quartiere ci sono proprietari di case o inquilini che non possono uscire di casa e sono ostaggio della delinquenza e c’è qualche balordo dei centri sociali che preferisce l’illegalità alla legalità. Vanno bene le contestazioni, ma la maleducazione lasciatela a casa. Essere qui era un mio dovere", commenta alla fine Salvini. "I centri sociali non mi fanno paura, ma solo un misto di schifo e pena".

Nino Femiani