Padre Graziano durante l'intervista
Padre Graziano durante l'intervista

Arezzo, 14 gennaio 2015 - Non c'è nessun sms di Guerrina rintracciabile nel telefonino di Padre Graziano, neppure quelli ormai proverbiali che secondo il Frate sarebbero stati scambiati il primo maggio. Lei: "Vengo in canonica, ti cucino il coniglio e poi facciamo l'amore". Lui: "La porta della canonica è aperta". Eppure nella perizia depositata ieri in procura dalla polizia postale non risultano, nonostante gli specialisti siano convinti di aver estratto tutti i messaggi fino al giorno della scomparsa di lei, il primo maggio appunto, e anche prima.

E allora o il frate mente anche su questo oppure si ricorda male e scambia per sms quelle che forse furono telefonate a voce. Delle quali ovviamente la Polposta niente è in grado di rintracciare, se non i tabulati in cui sono registrate. Emergono invece moltissimi sms che Padre Graziano ha scambiato con le donne di Ca' Raffaello e dei paesi limitrofi, come Sestino. Intanto si discute ancora delle clamorose rivelazioni di mercoledì su un secondo contatto fra il frate e la casalinga dopo la sparizione.

Ha rivisto Guerrina. L'ha rivista ancora una volta lì, a Ca' Raffaello, qualche giorno dopo la scomparsa, insieme al misterioso zio Francesco. E lei addirittura gli avrebbe chiesto di andare a prendergi il figlio per portare via anche lui. O almeno questo Gratien avrebbe raccontato al parroco padre Faustino, che poi lo ha riferito ai Pm nel corso di uno dei tanti interrogatori. 

Gratien Alabi per la prima volta parla in televisione, a Chi l'ha visto. Ma le notizie vere filtrano dalle indagini. Tuta, un rosario in mano la faccia smarrita di chi si sente tremare la terra sotto i piedi. Padre Gratien appare così ieri sera su Rai 3. Lancia appelli accorati, a Guerrina perché torni a casa, a chi sta con lei perché la convinca, ai giornalisti perché chiediano informazioni.

E l'incontro a sorpresa? Ai magistrati racconta Faustin di un colloquio avuto con padre Gratien: Gratien mi ha detto che alcuni giorni dopo il primo maggio, data della scomparsa, aveva visto Guerrina. Si era presentata in auto insieme a zio Francesco,  aveva bussato alla canonica per incontrare Alabi. A Gratien dice di essere tornata per riprendere il figlio e gli chiede di andare a casa a prenderlo. Come faccio? risponde lui: a Mirco cosa gli invento? Non consegna soldi il congolese alla casalinga nel momento del congedo, le dà invece un rosario e un santino di Santa Rita. Faustin dice anche che Gratien gli ha confidato di aver riferito tutto al vescovo Fontana.



Il fantomatico zio Francesco sarebbe il solito personaggio che, secondo il racconto di Gratien, il primo maggio, a Sestino, era andato dal frate (lì per dire Messa) chiedendo denaro per Guerrina che voleva andarsene con l’ambulante lasciando il marito. 

«Non ho fatto del male a Guerrina, ho detto tutto quello che so ai magistrati ma loro non mi credono». Così si esprime varie volte Padre Gratien Alabi intervistato dall'inviato di «Chi 'ha visto» nella sua abitazione di Perugia. «Torna a casa anche se non vuoi stare con tuo marito, fallo anche per me che sono costretto a stare a casa e sono indagato».

COMPUTER La procura di Arezzo punta molto sull'esame dei computer di Padre Gratien Alabi, in particolare sul materiale che potrebbe essere recuperato da Facebook. Stando a quanto emerso, il religioso indagato dopo la scomparsa di Guerrina avrebbe avuto un utilizzo definito intenso del social network e avrebbe postato frasi e foto che adesso potrebbero essere recuperate nella loro completezza dagli strumenti della polizia postale di Arezzo che ha già esaminato le quattro sim card in dotazione al frate. Dall'esame del telefono privato sono emersi 240 sms, tutti incentrati sul periodo immediatamente prima e subito dopo la sparizione della 50enne, molti dei quali mandati e ricevuti da donne, con frasi amichevoli ma nessuno ricollegabile a Guerrina Piscaglia. Il lavoro sui computer inizierà mercoledì prossimo quando sarà disponibile il perito di parte; circa la durata tutto dipenderà dal volume di dati che saranno estrapolati via via dai computer. 

TELEFONINO Quanto parlava Padre Graziano al telefono, ma soprattutto quanto messaggiava. Quasi un'ossessione, in particolare nei rapporti con le donne che emergono a tutto tondo negli sms recuperati dalla polizia postale dentro il vecchio cellulare del frate, un Nokia di alcuni anni fa. Il telefono è così obsoleto tecnologicamente che i poliziotti cui è stata affidata la perizia della procura hanno potuto recuperare solo una parte dei messaggi sovrascritti l'uno sull'altro che comunque sono tanti lo stesso, almeno 240.



Non riguardano o quasi Guerrina, perchè nei mesi successivi si sono accavallati altre centinaia di sms, molti dei quali utilizzati per tenere i contatti con donne, dai contenuti, dice chi è al lavoro, inequivocabili. Alla corrispondenza "mondana" era appunto dedicato il Nokia, mentre per i rapporti con gli altri sacerdoti, in particolari africani, Padre Graziano usava un altro telefono. Ora si lavora sui computer del frate, dove sembra emergere in particolare un intenso traffico su Facebook. Ancora con le donne?

Sono quasi trecento gli sms estrapolati finora dal cellulare di Padre Gratien Alabi, il frate congolese indagato per la scomparsa di Guerrina Piscaglia il primo maggio scorso da Ca' Raffaello nel comune di Badia Tedalda. Al lavoro sul vecchio modello della Nokia, da questa mattina presso la sede della polizia postale di Arezzo, ci sono i superesperti della polizia che, attraverso sofisticati strumenti, sono in grado di ricostruire i messaggi cancellati dal frate. Stando a quanto si è appreso, stante l'arretratezza del modello e il tempo trascorso dall'utilizzo al sequestro avvenuto il 29 dicembre, non è stato possibile ricavare tutti gli sms dell'ultimo anno e in particolare quasi tutti quelli del rapporto con Guerrina.

Intanto è  stato rintracciato il venditore ambulante di origine marocchina evocato, durante gli interrogatori a cui è stato sottoposto, dal marito di Guerrina Piscaglia. I carabinieri lo hanno rintracciato a Gubbio dove vive. Sarebbe l'uomo che, secondo il marito di Guerrina, Mirko Alessandrini, bevve una birra con lui, la moglie e Padre Gratien Alabi la sera prima della scomparsa di sua moglie, il 30 aprile 2014. L'uomo, sentito dai carabinieri, avrebbe confermato la circostanza ma smentito Padre Gratien che sosteneva di averlo visto il primo maggio. Il venditore ambulante sarebbe infatti in grado di dimostrare che quel giorno non si trovava più nella zona di Ca Raffaello.  Se davvero è il marocchino della cui esistenza dubitava il Gip Piergiorgio Ponticelli nella sua ordinanza di divieto di espatrio e se conferma l'incontro del 30 aprile, la posizione del marito, indagato per false dichiarazioni ai Pm, si alleggerisce un po. Ma fonti di procura smentiscono che per ora ci siano ipotesi di archiviazione.

Intanto la Polizia postale prosegue il lavoro sulle restanti tre sim card intestate a Padre Gratien. Nella prima, quella relativa ad un vecchio modello Nokia utilizzato per le chiamate private, gli esperti avrebbero recuperato circa trecento sms molti dei quali scambiati con donne, ma nessuno con Guerrina Piscaglia;   30 aprile. Il lavoro sulla prima delle quattro sim card è comunque terminato, restano altre tre schede da esaminare, due pennette usb e una scheda di memoria che saranno controllate nei prossimi giorni. Secondo quanto emerso tra venerdì¬ e sabato mattina il materiale sarà consegnato alla Procura di Arezzo per essere controllato dal pm Marco Dioni che condurrà le indagini da oggi insieme al procuratore Roberto Rossi visto che la collega Ersilia Spena è da oggi in forza alla Procura minorile di Firenze. Il vaglio dei dati inizierà subito dopo la conclusione del lavoro sull'altro materiale.