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2 apr 2021

"Guerra tutti contro tutti". Così gli 007 sono ovunque

Il direttore della fondazione Nato: sempre a caccia di segreti militari ed economici. "La Russia spia qualunque Stato, non solo l’Italia. Biot? Reclutato oltre 6 mesi fa"

2 apr 2021
lorenzo bianchi
Cronaca
Ulrich Mühe ne ’Le vite degli altri’, premio Oscar come film straniero nel 2007: la Berlino Est controllata dalle spie della Stasi
Ulrich Mühe ne 'Le vite degli altri', premio Oscar come film straniero nel 2007
Ulrich Mühe ne ’Le vite degli altri’, premio Oscar come film straniero nel 2007: la Berlino Est controllata dalle spie della Stasi
Ulrich Mühe ne 'Le vite degli altri', premio Oscar come film straniero nel 2007

"Reagan aveva preso in prestito un proverbio russo. Era questo: fidati, ma verifica. L’intelligence fa parte della verifica”, Alessandro Politi, direttore della Nato Defense College Foundation di Roma, cita l’ex presidente americano per raccontare come l’attività degli 007 sia una costante quotidiana, una presenza continua che emerge solo in certe occasioni. A suo giudizio la vicenda del capitano di fregata Walter Biot e dei due diplomatici russi non rivela un’attenzione particolare per il Belpaese. "Lo spionaggio – argomenta – è un’attività che si fa in tutte le direzioni possibili e contro tutti i Paesi. Pensi che quando c’era ancora il Patto di Varsavia, appena si cominciò a intuire la svolta in Polonia, quella guidata da Lech Wałęsa, la Stasi, gli 007 della Germania dell’est, cominciò a spiare i polacchi, visto che erano un grave rischio per il loro governo. Allora non se ne disse nulla, ma è emerso chiaramente dopo". L’Italia comunque è e resta un Paese significativo per Mosca, particolarmente ora. Politi sul punto non ha dubbi: "Dalla fine della terza mondiale, che noi comodamente chiamiamo guerra fredda, i russi hanno perso tutto il loro vasto antemurale nel centro dell’Europa e quindi hanno visto le basi della Nato avvicinarsi molto di più al loro Paese. Non c’è nessuno Stato, anche nell’America settentrionale, che non sia nelle attenzioni dei servizi russi". Nel caso del capitano di fregata Biot il danno non pare epocale. Politi fa notare però che "l’uscita dei documenti classificati è difficilmente valutabile senza aver visto che cosa esattamente è stato sequestrato". "Le fonti statunitensi e quelle della Nato – spiega – hanno minimizzato. In questo caso si tratta di un capitano di fregata, non di un contrammiraglio. Oltre un certo livello non poteva andare, a meno che non avesse qualifiche particolari. Sembra che sia stato seguito per ...

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