L’impatto del Covid nel mondo sportivo è tuttora devastante. I giochi Olimpici ed i campionati europei di calcio sono stati spostati al 2021, nella speranza che l’emergenza sanitaria sarà stata messa alle spalle, però il calcio ha deciso di ripartire anche se in maniera anomala: tutte le partite si svolgono a porte chiuse, il pubblico può solo assistere attraverso la Tv. I tifosi sono molto critici riguardo a questa soluzione, nel senso che sarebbero favorevoli a riaprire gli stadi ma a determinate condizioni, cioè solo nelle città in cui il numero dei...

L’impatto del Covid nel mondo sportivo è tuttora devastante. I giochi Olimpici ed i campionati europei di calcio sono stati spostati al 2021, nella speranza che l’emergenza sanitaria sarà stata messa alle spalle, però il calcio ha deciso di ripartire anche se in maniera anomala: tutte le partite si svolgono a porte chiuse, il pubblico può solo assistere attraverso la Tv. I tifosi sono molto critici riguardo a questa soluzione, nel senso che sarebbero favorevoli a riaprire gli stadi ma a determinate condizioni, cioè solo nelle città in cui il numero dei contagi è minore e con una capacità ridotta del pubblico che può assistere. Insomma l’opinione prevalente è che sugli spalti si potrebbero applicare le stesse misure di prevenzione in vigore in tutti i luoghi chiusi come per esempio ristoranti, treni, con l’ulteriore vantaggio che in questo caso gli eventi calcistici si svolgono all’aperto e quindi con un rischio di contagio minore.

La pensa così il 67% dei tifosi, mentre un ulteriore 20% è per l’apertura dei campi senza nessuna condizione, solo il 10% invece condivide la linea intrapresa, cioè il proseguimento del campionato a porte chiuse. Non solo. La contrarietà alla formula in vigore che punisce la partecipazione attiva dei supporters assume contorni ancora più severi quando il 58% afferma che con queste condizioni sarebbe stato meglio congelare il campionato, anche con il rischio di non farlo ripartire o meglio di annullare la competizione 2019-2020 per passare direttamente a quella successiva 2020-2021.

In questo scenario di ‘distanziamento calcistico’ tra i tifosi e le proprie squadre anche le partite in Tv, seppure a pagamento, non hanno lo stesso seguito di prima. Il 28% di chi abitualmente seguiva gli incontri calcistici attraverso Sky o Dazn dichiara che adesso non le vede con la stessa frequenza di prima, a questi si aggiunte un ulteriore 10% che addirittura dice che non guarda nessuna partita del campionato in Tv, pur avendo l’abbonamento.

Le ragioni di questo comportamento sono legate prevalentemente a reazioni emotive, infatti il 46% dice che le partite in Tv con l’assenza del pubblico sugli spalti sono noiose, un ulteriore 22% nota che sono fredde e si perde qualsiasi spirito competitivo. Le competizioni calcistiche sono un misto di spettacolo, tecnica ed effervescenza collettiva e lo show è valido solo se sono presenti tutte queste tre categorie, in assenza anche di una sola si perde il fattore prevalente che genera emozioni felici se vince la squadra del cuore o un sentimento di tristezza nel caso di sconfitta.

È questo il motivo del grande seguito del calcio, se invece diventa una competizione fredda ecco che l’attrazione fatale si trasforma in una visione noiosa. La domanda sorge spontanea, parafrasando ciò che diceva un noto giornalista Tv, the show must go on?