Viviana

Ponchia

Ma cosa vi ha fatto il reggiseno? Mezzo secolo fa il gruppo femminista olandese Dolle Mina lo mandò al rogo per protestare contro il patriarcato, oggi sono in tante a non volerne più sapere: è scomodo. E ci voleva il lockdown con la sua moda smandrappata per capirlo. A cominciare è stata Gillian Anderson, l’ex agente Dana Scully di X Files e star di The Crown. In una diretta Instagram che lascerà il segno ha confessato di essere diventata pigra e di non indossarlo più. Non le importa se il décolleté franerà verso l’ombelico, che la natura faccia il suo corso. Erano scomode anche le gonne e quando nel 1818 l’americana Amelia Bloomer decise di mettersi i pantaloni, prima nella storia, lo scandalo fu immenso.

Altro putiferio con Mary Quant, che alla gonna ritornò ma in formato coriandolo, liberando le gambe dai costrutti maschilisti. E va bene, le rivoluzioni si fanno anche con i simboli e un pezzo di stoffa si presta. Ma ripeto: cosa vi ha fatto il reggiseno? Chi si è stancata non lo ha capito. O ha perseverato nella scelta masochista del ferretto, del gancio assassino e dell’imbottitura sleale. Ci sono effettivamente in commercio strumenti di tortura medievale, ma basta non comprarli o tenerli per le occasioni speciali, dove conta più toglierli che metterli. Un reggiseno onesto è un compagno di vita insostituibile, tira su anche il morale e addolcisce i rapporti: due capezzoli puntati contro il mondo sono sempre una dichiarazione di guerra.