Tecnico informatico piemontese, Giacomo Sartori era scomparso una settimana fa. Aveva 29 anni
Tecnico informatico piemontese, Giacomo Sartori era scomparso una settimana fa. Aveva 29 anni
di Annamaria Lazzari La storia di Giacomo Sartori si conclude tragicamente ma l’epilogo non fuga tutti i dubbi legati alla sua sparizione. Ieri il corpo del 29enne, che aveva fatto perdere le tracce da venerdì scorso, è stato ritrovato in campagna, a tre metri di altezza, appeso a una quercia secolare con un cavo elettrico. La macabra scoperta a metà mattina è stata fatta dalla vice coordinatrice della Protezione civile di Bereguardo che ha proseguito il sopralluogo iniziato il giorno prima nel frutteto di Cascina Caiella, a Casorate Primo, nel Pavese. Vicino all’albero sono stati rinvenuti anche il cellulare...

di Annamaria Lazzari

La storia di Giacomo Sartori si conclude tragicamente ma l’epilogo non fuga tutti i dubbi legati alla sua sparizione. Ieri il corpo del 29enne, che aveva fatto perdere le tracce da venerdì scorso, è stato ritrovato in campagna, a tre metri di altezza, appeso a una quercia secolare con un cavo elettrico. La macabra scoperta a metà mattina è stata fatta dalla vice coordinatrice della Protezione civile di Bereguardo che ha proseguito il sopralluogo iniziato il giorno prima nel frutteto di Cascina Caiella, a Casorate Primo, nel Pavese. Vicino all’albero sono stati rinvenuti anche il cellulare del giovane e le chiavi dell’auto aziendale trovata parcheggiata mercoledì, a meno di duecento metri di distanza dalla quercia. La presenza della vettura, chiusa regolarmente e senza segni di danneggiamento, aveva indotto gli investigatori a supporre che Sartori si fosse allontanato a piedi percorrendo una breve distanza.

"Quell’albero sembra un enorme cespuglio ed è facile salire in alto dai rami. La sua fitta trama impedisce la visuale: in questi giorni di potatura delle siepi nessuno, neppure i miei operai, aveva notato nulla", racconta il titolare della cascina-agriturismo Caiella, Gianfranco Andreoni, 60 anni. L’evento tragico lo ha sconvolto: "Qui non era mai avvenuto nulla di simile, al massimo qualche furto di zucche e asparagi di notte". I misteri di Giacomo, tecnico informatico, originario di Mel nel Bellunese ma da tempo residente a Milano, iniziano la notte fra il 17 e il 18 settembre. Con degli amici era andato a bere qualcosa a ’La Vineria 2’, vicino Porta Venezia. Nell’enoteca qualcuno gli ha rubato lo zaino con portafogli e pc aziendale. Il furto lo aveva scosso. Tuttavia sembra abbia tentato di seguire la traccia lasciata dal Gps del proprio dispositivo. La telecamera del cimitero di Motta Visconti dimostra che sabato mattina fosse in giro, forse alla ricerca del ladro. Di sicuro in quel momento non stava telefonando, però ha usato il traffico dati.

Sabato scorso non si è presentato ad alcuni appuntamenti di lavoro. Lunedì ha fatto lo stesso nell’azienda di Assago dove lavorava ed è scattata la denuncia dei genitori. La macchina era già parcheggiata sabato a Casorate Primo. "Pensavo fosse guasta, solo mercoledì ho chiamato i vigili. Dopo poco mi hanno raggiunto i carabinieri. Quel giorno sono partite le ricerche e sono arrivati anche i cani molecolari che però hanno puntato sempre verso il Naviglio di Bereguardo", spiega il proprietario della cascina. La posizione del cadavere, che non presenterebbe segni visibili di violenza non lascerebbe grandi dubbi sull’ipotesi del suicidio ma gli investigatori del Nucleo investigativo del comando provinciale di Milano restano cauti.

La Procura di Pavia ha disposto che sul cadavere sia effettuata l’autopsia. Non si escludono altre possibilità e si proseguono con accertamenti tecnici per chiarire le ultime ore di Sartori. "Aspetterei i risultati dell’autopsia prima di avallare qualunque ipotesi" commenta la presidente dell’associazione Penelope Lombardia, Valentina Zaniolo, vicina alla famiglia.