Massimo Donelli Premessa ad uso e consumo dei talebani che idolatrano il politicamente corretto: secondo il ‘Dizionario dei modi di dire’ Hoepli, ‘Fare i conti della serva’ significa redarre un “conto minuzioso, pedante, che include anche i minimi spiccioli, paragonato a quello di una domestica che deve giustificare tutto il denaro ricevuto per fare la spesa”. Ecco, i conti del servizio...

Massimo

Donelli

Premessa ad uso e consumo dei talebani che idolatrano il politicamente corretto: secondo il ‘Dizionario dei modi di dire’ Hoepli, ‘Fare i conti della serva’ significa redarre un “conto minuzioso, pedante, che include anche i minimi spiccioli, paragonato a quello di una domestica che deve giustificare tutto il denaro ricevuto per fare la spesa”. Ecco, i conti del servizio pubblico, ovvero la Rai, non sono mai stati minuziosi come quelli della serva. Da che mondo è mondo, infatti, all’ombra del Cavallo bronzeo di viale Mazzini, opera di Francesco Messina (1900-1995), il denaro è un optional.

Ogni anno due miliardozzi entrano in cassa con il canone e la pubblicità. E se non bastano, pazienza! Tanto, come succedeva con Alitalia, paga sempre lui, Pantalone. Eppure, da un paio di giorni, tutti a chiedersi: chi si accollerà gli 8,5 milioni che Tim, dopo cinque anni di ininterrotta sponsorizzazione, non verserà più al Festival di Sanremo? E quali saranno le conseguenze se nessuno si farà avanti con un assegno altrettanto pesante? Risposta: nessuna conseguenza. Almeno, se corrisponde al vero quanto è stato sbandierato l’anno scorso. Ossia che, pagati i conti (17 milioni e spiccioli), un utile di almeno 20 milioni ha tonificato il bilancio della TV di Stato. La Rai, quindi, alla peggio, guadagnerà un po’ meno. Tutto qui. Perché The show must go on. E chi ha in mano le leve del Festival lo sa bene. Tantopiú che mancano appena 47 giorni al via, previsto per l’1 febbraio. La macchina, quindi, è ormai lanciata. Gli ingaggi sono stati firmati. I contratti con i fornitori anche. Impossibile tornare indietro. Ora, piuttosto, partirà il mercatino degli sconti: vi immaginate come tireranno sul prezzo quanti saranno tirati per la giacca da Rai Pubblicità, la concessionaria che vende gli spot? Vien da parafrasare l’Humphrey Bogart de ‘L’ultima minaccia’ (1952): “È il mercato, bellezza! Il mercato! E tu non puoi farci niente! Niente!”. Se non citofonare Pantalone…