Torino, 22 luglio - Francesco Cassardo è cosciente e le sue condizioni sono migliori rispetto a quanto temuto nelle scorse ore. Lo rende noto la Farnesina dopo che stamattina all’alba il piemontese è stato recuperato dall’elicottero. Caduto sabato intorno alle 12 durante la discesa dalla cima del Gasherbrum VII, Cassardo è precipitato per centinaia di metri riportando fratture diffuse, di cui ora si verificherà l’entità all'ospedale di Skardu. Il giovane medico (trent’anni, originario di Rivoli, vicino a Torino) ha passato una notte a 6300 metri, assistito dall’amico Carlalberto Cimenti. Poi ieri Cimenti e altri quattro alpinisti sono riusciti a portarlo fino al Campo 1, a 5900 metri, dopo averlo immobilizzato su una specie di slitta.

Un salvataggio a piedi che secondo Cimenti è stato indispensabile: “Francesco non ce l’avrebbe mai fatta a passare un’altra notte a 6300 metri. E l’elicottero non sarebbe mai potuto atterrare sul luogo dell’incidente”. Sulla sua pagina Facebook, dove ha raccontato tutta la vicenda in diretta, ‘Cala’ ringrazia i quattro compagni dell'impresa, Marco Confortola (collega italiano che si era reso disponibile a salire sul volo) e il mediatore Agostino Da Polenza, che ha coordinato l'operazione. Considerato l’ “ambasciatore degli alpinisti in Pakistan e Nepal”, era stato immediatamente contattato dalla moglie di Cimenti per richiedere l’intervento dell’elisoccorso, che in Pakistan è gestito dai militari.

“La procedura qui è farraginosa, è vero, ma la conosciamo da dieci anni” ha spiegato Da Polenza in un’intervista al quotidiano “La Stampa” sul tema dei ritardi. Per 48 ore, infatti, il recupero che sabato pomeriggio sembrava imminente, è stato rimandato. “I voli civili sono appaltati dall’aeronautica Pakistana all’agenzia Askari, che è stata fregata più volte dagli alpinisti e pretende i soldi subito”. Ecco perché un’attesa così lunga: la copertura economica era stata garantita dalla famiglia Cassardo, ma il sabato e la domenica i bonifici non partono. “Per questo prima di una spedizione è necessario assicurarsi e informare l’ambasciata italiana a Islamabad – continua Da Polenza – così quando le banche sono chiuse non si perde tempo”. “Un passaggio che molti alpinisti non fanno” accusa l’himalaysta. 

Per Cassardo avrebbe dunque anticipato 15 mila dollari un generale pakistano. La cifra sarebbe arrivata già ieri, ma quando ormai le temperature non consentivano più il volo, nonostante le pressioni dell’ambasciata italiana e del ministero degli esteri. Il fratello di Cassardo aveva infatti lanciato un appello a Moavero, quando Francesco sembrava moribondo: “Ogni minuto che passa è un’occasione persa per salvarlo, vi prego aiutatelo”.