Il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario all'emergenza Covid (Ansa)
Il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario all'emergenza Covid (Ansa)
Qualcosa è stato fatto. Forse molto, ma non tutto. Dopo gli intoppi iniziali, da qualche settimana il piano vaccinale procede in modo soddisfacente non tanto però da evitare preoccupazioni future. Ecco perché il commissario per il Covid, Francesco Paolo Figliuolo, comincia a perdere la pazienza e interviene gamba tesa sui governatori indisciplinati. Basta con iniziative che stravolgono la lista delle priorità: prima degli open day, bisogna mettere in sicurezza over 60 e fragili. "Altrimenti non ne usciamo più". Li esorta a tener d’occhio il vero obiettivo, piuttosto che a correre dietro "falsi problemi" come i richiami dei vaccini nei luoghi di villeggiatura: "È bene che chi va in vacanza regoli le proprie ferie in...

Qualcosa è stato fatto. Forse molto, ma non tutto. Dopo gli intoppi iniziali, da qualche settimana il piano vaccinale procede in modo soddisfacente non tanto però da evitare preoccupazioni future. Ecco perché il commissario per il Covid, Francesco Paolo Figliuolo, comincia a perdere la pazienza e interviene gamba tesa sui governatori indisciplinati. Basta con iniziative che stravolgono la lista delle priorità: prima degli open day, bisogna mettere in sicurezza over 60 e fragili. "Altrimenti non ne usciamo più".

Li esorta a tener d’occhio il vero obiettivo, piuttosto che a correre dietro "falsi problemi" come i richiami dei vaccini nei luoghi di villeggiatura: "È bene che chi va in vacanza regoli le proprie ferie in relazione all’appuntamento vaccinale", scandisce. Sa bene che le Regioni temono che i cittadini a luglio e ad agosto saltino il loro turno per non rinunciare allo svago estivo, con conseguente rallentamento delle somministrazioni nel periodo cruciale a garantire l’ arrivo dell’immunità di gregge prima dell’autunno, quando i contagi potrebbero risalire. "Per Astrazeneca il richiamo si può fare con un intervallo tra 4 e 12 settimane tra prima e seconda dose, con i vaccini a mRna si può fare a 42 giorni".

Fermo restando – avverte – la disponibilità a discutere "qualsiasi altra proposta che le Regioni vorranno farmi. A tutto c’è un limite: il pragmatismo. Se facciamo voli pindarici e invenzioni non ci sto". Già, alcuni presidenti si erano detti disponibili a vaccinare i propri vacanzieri, senza considerare l’incapacità dei sistemi informatici regionali usati per le prenotazioni di dialogare tra loro in assenza di un’unica anagrafe vaccinale.

Ridurre la circolazione del virus, certo, con le immunizzazioni. Ma soprattutto ridurre i decessi, ieri a quota 201: cifra che si può significativamente abbassare dando la ’caccia’ a chi, per età o perché affetto da patologie, rischia più di altri. Da qui lo scatto di’ira del generale durante il giro in Toscana e l’appello a rispettare l’ordine di priorità stabilito. "Chiedo a tutti i governatori di andare avanti con il piano: è facile farsi prendere dalla propaganda, dire ’apro questa categoria o un’altra’. Se non mettiamo in sicurezza gli over 60, che hanno il 95% di possibilità di finire in ospedale, in terapia intensiva o peggio ancora di morire, non ne usciamo più".

Parole che riecheggiano quelle pronunciate da Draghi il mese scorso sui ’furbetti’ del vaccino e l’esortazione a concentrarsi sui più deboli: "La strategia che sta dietro l’allentamento delle misure anti-Covid – diceva ancora ieri – è la vaccinazione". Non fa una retromarcia, Figliuolo, all’indomani dell’apertura agli over 40 da lui autorizzata: piuttosto un "remind" alla luce degli "open day" regionali. "C’è stato un calo vertiginoso di ricoveri e decessi dando priorità alle classi vulnerabili. Abbiamo davanti 2-3 settimane in cui tenere la barra dritta".

Se più del 90% degli ultraottantenni ha ricevuto la prima dose, ben 500mila restano fuori dai radar; tra i settantenni il 78% ha ricevuto la prima somministrazione (un milione sono ancora da raggiungere) contro il 60% dei sessantenni. Dunque? Bisogna stringere ancora i denti: maggio è un mese di transizione: "Da giugno con l’arrivo massiccio di dosi (ne sono attese 20milioni, a fronte dei 3 milioni in consegna tra il 20 e 24 di questo mese) potremo pensare ad inoculazioni massicce sul resto delle categorie". Sui territori, però, c’è chi procede per la sua strada: nel Lazio, dal primo giugno parte la tre giorni per la vaccinazione dei maturandi. In Alto Adige da domani potranno essere immunizzati con Astrazeneca tutti i maggiorenni.