3 mag 2022

Figli di coppie gay, il vescovo di Sanremo: "Sì al battesimo, ma separato e senza messa"

Il prelato: "Legittimo il sacramento per ogni bambino, però le relazioni omosessuali non sono conformi alla morale cattolica". E abolisce le figure del padrino e della madrina per tre anni

 

giovanni panettiere
Cronaca
Close up of baby girl being baptized. Hands of priest and God parents visible; water clearly visible flowing over baby's head. (Twin brother in background.)
Un battesimo (iStock)

Sanremo, 3 maggio 2022 - Via libera al battesimo dei figli di coppie omosessuali, ma separato da quello degli altri bambini e senza messa. Lo ha deciso il vescovo di Sanremo-Ventimiglia, Antonio Suetta, che, già protagonista negli ultimi anni di accesi botta e risposta sulle performance più o meno provocatorie inscenate al Festival di Sanremo - in testa quelle del cantante Achille Lauro -, ha definito rigidi paletti per il conferimento del sacramento dell'iniziazione cristiana a bambini affidati o adottati da persone dello stesso sesso unite di fatto o civilmente.

Nel dettato normativo del decreto episcopale si precisa che la celebrazione del battesimo deve avvenire "in modo da evitare ogni forma di riconoscimento della coppia di fatto". Una situazione esistenziale definita "non conforme alla morale cattolica", almeno considerando il vigente Catechismo che di recente il cardinale tedesco Reinhard Marx, uno dei portabandiera dell'ala riformista in conclave, ha chiesto di aggiornare proprio in tema di omosessualità.

Valutazione a parte sulla natura della relazione dei richiedenti il sacramento, il presule fa suo l'insegnamento di papa Francesco - sensibile sul piano pastorale all'accoglienza delle coppie gay -, ribadendo la legittimità del battesimo per ogni bambino "a prescindere dalla specifica condizione di vita".

Sul piano liturgico il rito a Ventimiglia viene adeguato per l'occasione, in attesa di disposizioni generali della Santa Sede. Dovrà svolgersi pertanto al di fuori della messa e in forma separata rispetto a quello previsto per altri bambini. Servirà anche un'autorizzazione del vescovo per il suo svolgimento, normalmente non richiesta per questo tipo di celebrazioni. "La decisione di adeguare il rito del battesimo per il figli di coppie gay - precisa a Quotidiano.net lo stesso Suetta - è il segno di una particolare delicatezza e attenzione. Nelle situazioni consuete il celebrante  fa riferimento al papà e alla mamma del piccolo. In questo caso, però, non è possibile, avendo davanti due uomini o due donne. Per questo, onde evitare imbarazzi, gli stessi possibili tra l'altro in occasione  del battesimo del figlio di una donna deceduta durante il parto, ho ritenuto di procedere con l'adeguamento e lo svolgimento separato della celebrazione che resta comunque un atto pubblico".

Il decreto è datato al novembre scorso, ma, dopo essere passato sotto sostanziale silenzio in questi mesi, torna di attualità alla luce della recente stretta del vescovo sui padrini e le madrine del battesimo. Figure, che in quanto ridotte a mero adempimento formale e consuetudine sociale - è la premessa di Suetta - sono abolite ad experimentum per un triennio, fatto salvo proprio per il rito ad hoc previsto per i figli di coppie omosessuali.



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