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19 feb 2021

Fiducia ok, il governo Draghi dispiega le vele Tutti applaudono ma l’incognita è la durata

Superato l’ultimo scoglio alla Camera, il premier ripercorre gli obiettivi dell’esecutivo. E c’è chi tra un anno lo vorrebbe al Quirinale

19 feb 2021
antonella coppari
Cronaca

di Antonella Coppari Il governo Draghi nasce con numeri "quasi" da record: 535 deputati favorevoli, 56 contrari e 5 che si astengono. Colpa dei grillini se la medaglia d’oro resta a Monti: l’area del dissenso pentastellata a Montecitorio tocca quota trenta. Sedici votano no, 4 si astengono e 12 non si presentano (2 gli assenti giustificati). Tolti loro, Fd’I e il leghista Vinci che, a sorpresa, mostra il pollice verso e si trasferisce nel partito della Meloni, tutti gli altri remano nella stessa direzione. Quella indicata da Mario Draghi che, poco prima di incassare la fiducia, passa telegraficamente in rassegna i capitoli sui quali non si era pronunciato mercoledì: dalle piccole imprese alla giustizia penale. Cambia mascherina, ne indossa una blu con il logo della presidenza del Consiglio, ma non stile. Va subito alla sostanza: bisogna combattere la corruzione e le mafie, garantendo un processo "giusto e di durata ragionevole", nel rispetto della Costituzione. In ballo ci sono i soldi del Recovery plan e degli investitori stranieri, ma c’è anche la fiducia dei cittadini da riconquistare. Strappa così una ’ola’ all’emiciclo, che l’applaude pure quando spiega che aiuterà le Pmi a ripartire, che c’è da affrontare la questione del sovraffollamento delle carceri e che lo sport "è un patrimonio da sostenere". La standing ovation arriva alla fine: "Spero condividiate questo sguardo costantemente rivolto al futuro che confido ispiri lo sforzo comune verso il superamento di questa emergenza sanitaria e della crisi economica e che caratterizzerà l’azione dell’esecutivo". Sipario. E voto. Era atteso con una certa suspense: non per l’esito scontato, ma per il numero dei dissidenti 5 Stelle. Una ribellione a Montecitorio così numerosa incide poco, ma inevitabilmente si riflette sul Senato, dove le cose stanno diversamente. Con le defezioni di 21 grillini e di due esponenti di Leu, il cartello ...

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