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GIOVANNI ROSSI
Cronaca

Ferrovie paralizzate per un guasto Odissea sui treni: ritardi fino a 6 ore

Problema elettrico al mattino su una linea di Roma. I tecnici lo hanno riparato solo verso le 17. La rabbia dei passeggeri bloccati sui vagoni: "Come in ostaggio". E c’è chi è sceso e se ne è andato a piedi.

di Giovanni Rossi

L’Italia ferroviaria vive un’altra giornata da incubo. A poco più di due settimane dal deragliamento di un treno merci, quando l’abbattimento di un pilone e il danneggiamento di 50 metri di binari nei pressi della stazione di Firenze Castello avevano spaccato in due il Paese, stavolta a bloccare la circolazione con ritardi fino a sei ore è un guasto alle porte di Roma. Sono le 9.30 quando il pantografo dell’Intercity 533 Roma-Ancona provoca un problema alla linea di alimentazione elettrica all’altezza di Settebagni, subito dopo la stazione di Roma Tiburtina. Stop immediato della corsa e instradamento del convoglio - e di quelli subito dietro - su un’altra linea. Detto così sembra tutto semplice. Invece è un’operazione delicata, che richiede oltre tre ore, generando un effetto a cascata sulle partenze e sugli arrivi in mezza Italia.

I tecnici di Rfi, immediatamente accorsi, si prodigano per riparare il guasto ma anche in questo caso l’intervento è complicato, e solo dopo otto ore di lavoro, attorno alle 17, la rete è correttamente ripristinata. Troppo tardi. Giornata ormai compromessa, trasporto ferroviario sotto accusa e passeggeri infuriati nei circa cento convogli a lungo stoppati e in qualche caso cancellati tra treni Alta velocità, Intercity e regionali.

I social fanno da cassa di risonanza al disagio. Chi è ancora nelle stazioni posta le foto dei tabelloni partenze-arrivi con ritardi misurati in centinaia di minuti. Chi è in trappola - a bordo - firma vibranti proteste: "Siamo ostaggio di Trenitalia da millemila ore. La tv dentro il Frecciarossa non dice più nemmeno di quante ore siamo in ritardo. Il controllore assiduo e gentile è scomparso. Il bar saccheggiato. Siamo in aperta campagna, fermi. Rassegnati". C’è chi si affida a una disperata ironia: "Rimpiango i locomotori a gasolio". E chi invece chiede e talvolta ottiene, quando le condizioni di sicurezza lo consentono, di raggiungere a piedi la stazione più vicina.

A Firenze i ritardi hanno superato anche le sei ore, e la stazione di Santa Maria Novella somiglia a un gigantesco bivacco. "Il nostro treno per Milano delle 18.20 è cancellato e lo abbiamo scoperto arrivando alla stazione – dicono due ragazze in fila alla biglietteria –. O ci trovano una soluzione o ci pagano un albergo perché non sappiamo dove andare". Le compagnie assicurano il rimborso dei biglietti, ma i passeggeri sono esasperati e, nel caso dei turisti stranieri, particolarmente stupiti.

Alleanza Verdi Sinistra annuncia interrogazioni, mentre Italia Viva incalza il ministro dei Trasporti Matteo Salvini a investire "i soldi del Pnrr" sul doppio binario di manutenzione e modernizzazione di una rete ferroviaria con intollerabili lacune. E ieri sera Ferrovie dello Stato ha messo l’accento sulla "necessità di proseguire con ancora più energia nel potenziamento della rete e di separazione dei flussi tra le varie tipologie di servizi – si legge in una nota – dato il livello di anzianità dell’infrastruttura e il continuo incremento dell’offerta commerciale".