Firenze, città universitaria, piange la perdita di un altro dei suoi tanti figli adottivi; un 22enne studente monzese da un anno residente in città, iscritto al Polimoda, quotata scuola privata di moda, corsi di livello universitario e post-laurea. Nel 1986 ebbe tra i fondatori Emilio Pucci, marchese di Barsento. Oggi è presieduta da Ferruccio Ferragamo. Si chiamava Federico Schiraldi. È morto alle 3 di ieri dopo essere precipitato da una finestra al quarto piano di un palazzo al numero 6 della centralissima via Porta Rossa, pochi metri da via Tornabuoni, ‘salotto buono’ cittadino. Diplomatosi nel 2017 all’IIS di Monza, indirizzo linguistico, una gran bella famiglia alle spalle, Federico – descritto come ragazzo tranquillo e responsabile – aveva scelto la via della moda in una delle capitali della moda. Frequentava con ottimi...

Firenze, città universitaria, piange la perdita di un altro dei suoi tanti figli adottivi; un 22enne studente monzese da un anno residente in città, iscritto al Polimoda, quotata scuola privata di moda, corsi di livello universitario e post-laurea. Nel 1986 ebbe tra i fondatori Emilio Pucci, marchese di Barsento. Oggi è presieduta da Ferruccio Ferragamo.

Si chiamava Federico Schiraldi. È morto alle 3 di ieri dopo essere precipitato da una finestra al quarto piano di un palazzo al numero 6 della centralissima via Porta Rossa, pochi metri da via Tornabuoni, ‘salotto buono’ cittadino. Diplomatosi nel 2017 all’IIS di Monza, indirizzo linguistico, una gran bella famiglia alle spalle, Federico – descritto come ragazzo tranquillo e responsabile – aveva scelto la via della moda in una delle capitali della moda. Frequentava con ottimi voti. L’ha tradito probabilmente l’alcol in eccesso, piaga a Firenze, tra gli studenti e non solo, ha mietuto negli anni alcune vittime, spesso giovani. I figli adottivi di Firenze, per l’appunto. L’altra sera Federico si trovava nell’appartamento in uso a tre studenti e studentesse svizzere, sempre del Polimoda. Con loro a far serata altri quattro, tutti stranieri, maschi e femmine.

Alle tre la devastante scoperta del corpo esanime di Federico a terra in un cortile interno. L’allarme disperato, la ricerca purtroppo inutile di soccorritori, poi l’arrivo dei carabinieri della Compagnia del maggiore Antonino Piccione e dei militari della Sezione Investigazioni Scientifiche. Coordinati dal sostituto procuratore Giuseppe Ledda, i carabinieri hanno interrogato gli amici, gli altri colleghi impegnati a ricostruire la dinamica della (strana) caduta dalla finestra di una camera da letto con il davanzale basso ma il parapetto alto dicono: tipico delle costruzioni molto datate.

L’Arma ha informato il pm: aperto un fascicolo con il fatto rubricato come ‘istigazione al suicidio’ e rappresentato come sorta di ‘escamotage’ tecnico-procedurale per poter far eseguire tutti gli accertamenti sulla vittima rivolti anche a escludere ogni responsabilità di terzi. L’appartamento è stato sequestrato.

I carabinieri non hanno trovato riscontri all’ipotesi del suicidio, tutt’altro. Tuttavia per naturale prudenza ancora non escludono niente: né il gesto estremo, assurdo, del ragazzo. Né l’incidente, la disgrazia insomma. Poco probabile che qualcuno abbia spinto il ragazzo (ipotesi residuale) anche alla luce delle dichiarazioni a verbale dei ragazzi-testimoni.

Gli amici-studenti erano in casa per far festa e ‘aggirare’ il coprifuoco delle 22, per una serata – secondo i primi rilievi dell’Arma – che è stata ad elevato tasso alcolico, alterata: Lo ‘testimoniano’ le varie, numerose bottiglie vuote ritrovate in casa. Tra le voci circolate, mezze affermazioni, la possibilità che i ragazzi si siano divertiti a vedere chi reggeva più bevute, in una sorta di gioco a eliminazione. Federico e un altro ragazzo a notte già inoltrata hanno ceduto e sono andati in camera da letto, sorretti a braccia sembra, aiutati a stendersi, per superare o almeno riprendersi un po’ dagli effetti di cena e dopocena.

Gli altri, pur anche loro alle prese con un inevitabile calo di lucidità considerata pure l’ora che si era fatta, avrebbero dato ogni tanto una controllata agli amici in camera per verificare che almeno stessero abbastanza bene. Li hanno visti distesi, addormentati. Una, due volte. Poi verso le le 3 a letto, uno solo. Federico no. Hanno pensato che si fosse alzato, non l’hanno visto. Qualcuno ha notata la finestra aperta: lo era anche prima, al momento dell’ingresso di Federico e dell’amico in quella camera? Un brivido sulla schiena degli amici. Ma non di freddo: di paura. Il presentimento si è rivelata giusto. E terribile: Federico era giù a terra.

Si pensa che possa essersi alzato per respirare meglio un po’ d’aria fresca. Annebbiato, ancora intorpidito, stordito, potrebbe essersi sporto troppo dalla finestra dal davanzale basso (e però dal parapetto alto) precipitando.

Cordoglio è stato espresso dal presidente del Polimoda, Ferragamo. "Era uno studente brillante e determinato, apprezzato dai docenti e da tutti i compagni": così lo ricorda la scuola.

Giovanni Spano