di Viviana Ponchia Ha il sorriso del nonno, il naso di zia Pina. Storie. Immaginiamo improbabili somiglianze per sentirli subito nostri. Perché la sorte sia tracciata dal primo vagito e a nessuno venga in mente di fare confusione con le culle. In realtà al momento della nascita tutti i bambini sono uguali. Maschi, femmine, principi e poveri. E scambiabili fra di loro, per malizia o distrazione. "Noi siamo come il destino", dicono quei disgraziati di Noodles e Max, i cattivi ragazzi di C’era una volta in America. Per rappresaglia stravolgono i numeri di identificazione di una nursery della New York anni Trenta e il percorso non è più reversibile: "Chi va a stare bene e chi va a prendersela nel… ". Uno straordinario spunto letterario, un incubo. Che il progresso della scienza può trasformare facilmente in paranoia. È di questi giorni la notizia della coppia...

di Viviana

Ponchia

Ha il sorriso del nonno, il naso di zia Pina. Storie. Immaginiamo improbabili somiglianze per sentirli subito nostri. Perché la sorte sia tracciata dal primo vagito e a nessuno venga in mente di fare confusione con le culle. In realtà al momento della nascita tutti i bambini sono uguali. Maschi, femmine, principi e poveri. E scambiabili fra di loro, per malizia o distrazione. "Noi siamo come il destino", dicono quei disgraziati di Noodles e Max, i cattivi ragazzi di C’era una volta in America. Per rappresaglia stravolgono i numeri di identificazione di una nursery della New York anni Trenta e il percorso non è più reversibile: "Chi va a stare bene e chi va a prendersela nel… ". Uno straordinario spunto letterario, un incubo. Che il progresso della scienza può trasformare facilmente in paranoia.

È di questi giorni la notizia della coppia americana che mette al mondo una bambina concepita con la fecondazione in vitro e resta perplessa: loro sono bianchi, la neonata ha la carnagione scura. Scatta l’operazione Dna: gli embrioni sono stati scambiati. Il laboratorio a cui si erano rivolti Alexander Cardinale e la compagna viene accusato di negligenza medica e occultamento fraudolento. La coppia infinte trova la figlia biologica, portata in grembo da un’altra donna, e dopo diversi mesi avviene lo scambio di ritorno, ma intanto ci sono quattro genitori traumatizzati e il resto del mondo con il fiato sospeso: e se succedesse a noi? Succede al cinema, nei romanzi e nella realtà.

È un reato raro ("alterazione di stato", previsto dall’articolo 567 del codice penale), ma succede. E risalire ai responsabili, che rischiano pene fino ai 15 anni, risulta sempre difficile. Il terrore di portarsi a casa il figlio di altri viene ammansito dalla gioia della nascita e appunto dal riconoscimento incauto del naso di zia Pina. Non bastasse, ci sono i padri in sala parto a caccia di prove con il telefonino. Ma evidentemente è una paura che cova al fondo dell’inconscio collettivo. Scorrazza nel folclore europeo il Changeling, una creatura fantastica che non vuole essere chiamata né gnomo né fata e si diverte a mettere scompiglio negli alberi genealogici. Rubano bambini belli e sani e li sostituiscono con i loro cuccioli deformi. Nel Pianeta delle scimmie anche il figlio dei primati intelligenti Zira e Cornelius viene scambiato con il neonato di una scimmia da circo del XX secolo, ma qui è a fin di bene, la sopravvivenza innanzitutto.

Questa è la potenza dell’archetipo. Una fissazione mai digerita che ci portiamo dentro fino al giorno in cui, per farla pagare a mamma e papà, ci mettiamo a gridare: "C’è stato un errore, di sicuro sono stato scambiato in culla". Quando succede davvero scatta il travaso fra realtà e finzione e spesso ci scappa il film, come nel caso di Caterina e Melissa diventate Sorelle per sempre per un errore di 23 anni fa a Mazara del Vallo. Le mamme si trovarono a partorire nella notte di Capodanno del 1998, le bimbe nacquero a 10 minuti l’una dall’altra e uno scambio di tutine provocò il patatrac. Per tre anni le "sorelle" vissero in una famiglia non loro: "Ri ‘cu pigghio?", da chi ha preso questa bambina, si domandavano il pescatore e il muratore. Solo l’insegnante di scuola materna si accorse dell’incredibile somiglianza incrociata e ancora una volta l’esame del Dna mise fine ai dubbi. Un feuilletton ottocentesco, lieto fine a parte.

Più amara la storia della pugliese Antonella, che nel 2015 si accorse di avere passato 26 anni in una famiglia indigente sottoposta a continue umiliazioni. Nove milioni di euro furono il risarcimento per un’esistenza che avrebbe potuto essere diversa, ma non bastarono a consolare la ragazza di fronte alla freddezza dei genitori biologici. Tre milioni sono andati a coprire la variante spagnola dello stesso errore: due bimbe nascono nello stesso giorno del 2001, finiscono in incubatrice e per 19 anni crescono nella famiglia sbagliata. A volte c’è chi si crede il Changeling e lo fa di proposito. "Ho scambiato tanti neonati nelle culle", ha confessato anni fa un’infermiera della prestigiosa University Teaching Hospital di Lusaka, in Zambia. Arrivata all’ultimo stadio di una malattia terminale la signora decise di liberarsi la coscienza con lo Zambia Observer: 5mila bambini sparigliati fra il 1983 e il 1995, il capriccio di chi voleva superare il destino in fantasia.