Il voto alla Camera per la reintroduzione dell'educazione civica
Il voto alla Camera per la reintroduzione dell'educazione civica

Roma, 11 settembre 2019 - Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha espresso parere negativo all'unanimità alla sperimentazione nell'anno scolastico appena partito dello studio obbligatorio dell' Educazione civica. La legge che introduce questo insegnamento entrerà in vigore nell'anno scolastico 2020/2021. L'ex ministro Bussetti aveva predisposto una bozza di decreto per consentire l'avvio dell'insegnamento quest'anno ma il Cspi deve esprimere il proprio parere, obbligatorio ma non vincolante.

"NON CI SONO I TEMPI " - "Il parere - spiega la vicepresidente del CSPI, Annamaria Santoro, della Fp Cgil - è ampio e articolato e si è avvalso di numerosi contributi, tra i quali quello dell'Anci. Noi siamo favorevoli all'educazione civica a scuola ma il Consiglio Superiore fa notare che non ci sono i tempi per mettere a punto questa nuova disciplina, la cui introduzione, ad anno scolastico iniziato, metterebbe in difficoltà le scuole: sono 33 ore di insegnamento ma le programmazioni sono già state fatte". In una nota il CSPI spiega di prendere atto positivamente della "approvazione quasi unanime da parte del Parlamento della norma che introduce l'insegnamento della educazione civica negli ordinamenti delle scuole di ogni ordine e grado" comprendendo che si tratti di un "provvedimento che risponde ad una esigenza molto sentita nella opinione pubblica, anche se la legge, nell'intento di seguire queste attese, presenta non poche difficoltà tecniche di applicazione".

IN VIGORE DAL 2020-2021 - La nuova legge sull'educazione civica dunque, entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico, il primo settembre 2020-2021. "È poi tutto un pò surreale - fa notare Santoro - : le sperimentazioni sono volontarie, partono dal basso; questa sarebbe diventata una introduzione forzata per legge, una forzatura per anticipare i tempi di una legge che ne ha previsti altri". Il CSPI spiega infatti che "questa sperimentazione, sia pure ad adesione volontaria, non è praticabile (in questo anno scolastico) in quanto comporta una serie di adempimenti sul piano organizzativo e didattico di difficile attuazione e tale da compromettere la qualità ed il significato della sperimentazione stessa. Risulterebbe sicuramente sconvolto il curricolo e il piano di attività, già predisposto per l'anno scolastico 2019/20. E' necessaria poi una riflessione aggiuntiva sulla compatibilità temporale fra la permanenza della legge che ha introdotto "Cittadinanza e Costituzione" e l'introduzione della sperimentazione. Il parere del CSPI indica infine cosa è necessario fare già da quest'anno per preparare le scuole al nuovo insegnamento.

L'APPELLO DELLA LEGA - "Il ministro Fioramonti non tradisca la volontà democratica e popolare e del Parlamento e vada avanti con la legge sull'educazione civica. Il parere dei sindacati era ampiamente prevedibile. Siamo disponibili a lavorare alle migliorie richieste. Ma il ministro attivi fin da quest'anno l'insegnamento dell'educazione civica come chiedono gli alunni, gli insegnanti e i dirigenti scolastici e le famiglie. Questa è la prima occasione per vedere se il MoVimento 5 Stelle è ancora il partito dei no o qualcosa e' cambiato davvero". Così Massimo Capitanio, deputato della Lega primo firmatario della proposta di legge sull' educazione civica, a proposito della bocciatura della norma da parte del Consiglio Superiore Pubblica Istruzione.