A Villalago, in Abruzzo, il paese degli orsi, il sindaco – cacciatore – non ha avuto dubbi. E si è schierato con gli animali. Con una decisione drastica, Fernando Gatta ha chiuso le strade per difendere la pace degli ultimi arrivati, mamma e quattro cuccioli di Ursus arctos marsicanus, avvistati un mese fa e ormai assediati da folle di curiosi. Vietato avvicinarsi alla famigliola, in auto o a piedi. Multe salate se non si rispettano almeno i trecento metri. Tenersi alla giusta distanza, la raccomandazione concordata con il direttore del parco d’Abruzzo, Luciano Sammarone. Che, veramente, allungherebbe volentieri fino a tre...

A Villalago, in Abruzzo, il paese degli orsi, il sindaco – cacciatore – non ha avuto dubbi. E si è schierato con gli animali. Con una decisione drastica, Fernando Gatta ha chiuso le strade per difendere la pace degli ultimi arrivati, mamma e quattro cuccioli di Ursus arctos marsicanus, avvistati un mese fa e ormai assediati da folle di curiosi. Vietato avvicinarsi alla famigliola, in auto o a piedi. Multe salate se non si rispettano almeno i trecento metri. Tenersi alla giusta distanza, la raccomandazione concordata con il direttore del parco d’Abruzzo, Luciano Sammarone. Che, veramente, allungherebbe volentieri fino a tre chilometri la zona protetta.

Ma il Comune – nel club esclusivo dei borghi più belli d’Italia – ha preferito tenere in equilibrio le ragioni di tutti, anche dei fotografi naturalisti più preparati, perché "il problema vero sono i curiosi", rimarca il sindaco. Lo scatto scelto per il profilo Facebook è un ritratto diretto: lui di spalle con il fucile. Chiosa: "I veri cacciatori sono ambientalisti. Al massimo sparo a qualche cinghiale, a qualche lepre".

’Bravo!’, gli hanno scritto sulla bacheca, prendendo l’ordinanza salva-marsicani e mettendola a confronto con quella di Trento: il presidente della Provincia, tra le polemiche, ha deciso di abbattere un orso bruno considerato pericoloso perché ha ferito due turisti, babbo e figlio. Anche se proprio il ragazzo gli ha chiesto di ripensarci.

A Villalago sono tutti orgogliosi dei nuovi arrivati. Nei gruppi social ormai chiamano familiarmente ’Annamaria’ la capofamiglia, dal nome della signora che ha sfamato i fotografi appostati. Siamo sulle montagne vicino all’Aquila, sui mille metri di quota, appena fuori dal parco. Seicento abitanti, in un anno con le seconde case si arriva a 19mila presenze. Terra di eremiti, laghi, cervi e orsi, una cinquantina gli esemplari nel territorio ’largo’ del parco, più o meno la metà di quelli che vivono sulle Alpi.

Qui gli avvistamenti sono continui, da sempre. I ragazzi si svegliano di notte per riprendere gli animali a zonzo tra le strade del borgo. Le nonne s’informano sui cuccioli come farebbero con i nipotini. C’è meraviglia, rispetto e anche una certa fierezza da campanile, l’avvistamento fa notizia e crea interesse. Anche troppo. "Ho chiuso le strade perché stava arrivando troppa gente – conferma il sindaco –. Stiamo cercando di non divulgare notizie. Per ora abbiamo trovato una forma pacifica di convivenza con gli orsi. Non vogliamo che si abituino troppo alle persone. Danni possono farne pochi. Siamo in montagna, c’è qualche coltura, qualche allevamento amatoriale. Ma i padroni si sono organizzati, ad esempio con recinzioni elettriche". In Trentino hanno fatto un’altra scelta... "Qui da noi nessuno è stato aggredito – distingue –. Sicuramente i nostri orsi marsicani sono molto più tranquilli e diffidenti, si tengono a distanza. Invece quelli che arrivano dall’est... Molto probabilmente sono un po’ più aggressivi. Ma possono tranquillamente catturarlo e metterlo da qualche parte, questo esemplare. Non è necessario abbatterlo. Anzi, lancio una proposta al parco d’Abruzzo: attrezziamo un’area per accoglierlo qui".