L’incontro tra il premier Mario Draghi, 73 anni, e Angela Merkel, 66 anni, a Berlino
L’incontro tra il premier Mario Draghi, 73 anni, e Angela Merkel, 66 anni, a Berlino
di Roberto Giardina Frau Angela e Mario Draghi si incontrano a Berlino, e come due consumati attori mettono in scena uno scambio di battute distensivo. "Vanno d´accordo i nostri due paesi, ma c´è una cosa che ci divide, il calcio", dice l´ospite italiano. E la padrona di casa, ribatte: "Ma no, ci unisce, nella nostra nazionale gioca Robin Gosens, che indossa la maglia dell´Atalanta". Gosens ha contribuito alla vittoria dei tedeschi contro i portoghesi di Ronaldo, salvandoli dall´eliminazione al primo turno. La Cancelliera è un´esperta di calcio. Subito è arrivata la domanda di un giornalista tedesco: dove si terrà la finale? Non è proprio il caso di...

di Roberto Giardina

Frau Angela e Mario Draghi si incontrano a Berlino, e come due consumati attori mettono in scena uno scambio di battute distensivo. "Vanno d´accordo i nostri due paesi, ma c´è una cosa che ci divide, il calcio", dice l´ospite italiano. E la padrona di casa, ribatte: "Ma no, ci unisce, nella nostra nazionale gioca Robin Gosens, che indossa la maglia dell´Atalanta". Gosens ha contribuito alla vittoria dei tedeschi contro i portoghesi di Ronaldo, salvandoli dall´eliminazione al primo turno.

La Cancelliera è un´esperta di calcio. Subito è arrivata la domanda di un giornalista tedesco: dove si terrà la finale? Non è proprio il caso di lasciarla a Wembley, mentre in Gran Bretagna si è sotto la minaccia di una nuova variante del Covid. "Lavoriamo per la finale a Roma", ha risposto Draghi, che non ha sprecato il passaggio del tedesco. Perché non finire dove gli Europei sono cominciati con l´incontro tra azzurri e Turchia? Come si sa, non c´è niente di più difficile di far apparire improvvisata una scenetta studiata dietro le quinte.

L´impressione dei presenti è stata che Frau Merkel e Draghi si fossero messi d´accordo. Il loro è un vecchio rapporto, e di questi tempi si telefonano più volte alla settimana. L´incontro a Berlino è stato rapido, una mezz’ora, ma non hanno bisogno di molto tempo perché di solito sui fondamentali sono d´accordo. Hanno parlato di migranti e di come impiegare i fondi europei per la ripresa, poi hanno scelto il calcio, un tema appunto che da sempre unisce e divide italiani e tedeschi, fin dallo storico 4 a 3 di Toluca nel 1970. Tutto dipende da Londra che dovrebbe rinunciare alla finale. "Smentiamo l´ipotesi di uno spostamento", hanno detto gli inglesi, ma non dipende da loro.

L´ultima parola è della Uefa, che al momento esclude "piani per cambiare la sede di quelle partite". Wembley era stata scelta perché la Gran Bretagna sembra il paese più sicuro, ma la situazione purtroppo è rapidamente cambiata. Ieri si sono registrati 9.284 contagi e sei morti nel regno Unito. L´Uefa aveva previsto giorni fa la possibilità di un cambio, anche perché è difficile organizzare in sicurezza l´arrivo dei tifosi stranieri, e dei 2500 vip invitati alla finale. Altre sedi previste sarebbero Mosca e Budapest. Ma l´Ungheria non è affidabile: Orban ha dato il via libera alla presenza di 58mila spettatori sugli spalti, una scelta considerata irresponsabile. E neanche Mosca è sicura, sempre a causa della ripresa dei contagi.

Roma dunque: in Italia si registrano pochi contagi. I turisti tedeschi stanno giá tornando (le vacanze a Berlino cominciano il prossimo 24 giugno). La cerimonia d´apertura è stata un successo. Sarebbe solo necessario aumentare la capienza dell´Olimpico fino alla metà dei posti. Una decisione politica che dipende dal presidente Mario Draghi. In Germania si vota tra cento giorni, Angela Merkel va in pensione, e non intende neanche scendere in campo per la campagna elettorale. Il suo partito che nei sondaggi in aprile era stato superato dai verdi, torna di nuovo in testa. E Frau Angela ha cercato un diversivo leggero. Il calcio appassiona i suoi tedeschi come del resto gli italiani. Se la Germania arriverà in finale, la vedremo sugli spalti a Roma, a fianco di Draghi. A Berlino sono ottimisti, temono solo die blaue Flucht, la maledizione azzurra.