Giorgio Comaschi Ma si può dire che questi calciatori hanno rotto i cabbasisi? Per dirla alla Montalbano. Il calcio è pieno di luoghi comuni purulenti e di frasi fatte, ma adesso qui si esagera. Cristiano Ronaldo che va via col muso da Torino per andare a prendere un’altra barca di soldi e dice ai tifosi della Juve: "Sarò sempre uno di voi, abbiamo scritto la storia". Ma dai! Ma chi ci...

Giorgio

Comaschi

Ma si può dire che questi calciatori hanno rotto i cabbasisi? Per dirla alla Montalbano. Il calcio è pieno di luoghi comuni purulenti e di frasi fatte, ma adesso qui si esagera. Cristiano Ronaldo che va via col muso da Torino per andare a prendere un’altra barca di soldi e dice ai tifosi della Juve: "Sarò sempre uno di voi, abbiamo scritto la storia". Ma dai! Ma chi ci crede? E poi che storia hai scritto? Figuriamoci cosa gliene frega a Ronaldo della Juve e dei tifosi di Torino, diciamola come va detta (o non si può dire). Sarà sempre uno che va a giocare a pallone dove lo prendono. E basta. Altro che uno di voi. Poi ogni volta che c’è un acquisto si assiste ad esplosioni di ipocrisie da rimanere storditi. Lukaku che arriva all’inter e fa: "Ho sempre tifato per l’inter, sono felice". Poi va al Chelsea e fa: "Ho sempre tifato per il Chelsea". Ma pensano che noi ci crediamo? Che ci caschiamo come dei polli? Poi fanno gol e guardano la curva battendosi il petto con la mano, per indicare il cuore. Fa ridere.

Senza scomodare la melliflua, orrenda, purulenta, deprimente scena di quando uno fa gol a una squadra dove a giocato cinque, sei, dieci anni prima, e non esulta. Per rispetto ai tifosi di quella squadra. Ma cosa dici? Non sta in piedi neanche col cemento armato. Fanno gol, non esultano e fanno la faccina triste. Quando il gol invece è l’essenza del calcio e si gioca per quello. Ma allora la mancanza di rispetto è verso i tifosi della squadra in cui stai giocando che vedono un piagnone che fa la faccia da buono e non alza le braccia al cielo insieme ai suoi tifosi. Scene inguardabili, finte, a volte quasi comiche per la loro ipocrisia. Solo perché il luogo comune del pallone ha codificato questo atteggiamento. Come le interviste finte. "Sono contento di essere qui e darò il massimo". Arriverà il giorno in cui uno arriverà a dirà: "Sono qui e darò il minimo"? Esulteremmo tutti. Come dopo un gol. Anzi no. Dovremmo comunque aspettare il Var.